
Dopo il caos di lunedì, prima giornata di chiusura al traffico del centro di Ligornetto durante le ore di punta, ieri le cose sono andate un po' meglio nei pressi dei divieti.
Secondo quanto riferito al Corriere del Ticino da Tiziano Muscionico, vicecomandante della Polizia comunale di Mendrisio, si è passati da 800 a soli 55 veicoli respinti all'ingresso del nucleo. L'informazione è quindi circolata e il traffico si è fatto un po' più fluido, presentando però ancora alcune criticità.
Anche i mezzi pubblici sono stati peraltro afflitti da ripercussioni. L'autopostale che serve Gaggiolo e Stabio ha avuto ritardi di 40 minuti nella mattinata di lunedì.
In tema proprio di mezzi pubblici, da oltreconfine giunge l'appello del sindaco di Clivio: "Spero che si trovi in fretta un rimedio per i nostri lavoratori, non abbiamo voce in capitolo – afferma Ida Petrillo, sindaco del paese di confine - Ma sono oggettive e visibili oggi le difficoltà arrivate con questa scelta di chiudere Ligornetto". Sulle pagine de La Provincia di Varese rilancia una vecchia proposta: "Cinquant’anni fa c’era un autobus di linea trasfrontaliero, portava i lavoratori italiani nelle fabbriche oltreconfine, perché non istituirlo anche oggi? Ci sono stati progetti interessanti di volta in volta abbandonati, se ne è parlato in diverse sedi ma non si è mai fatto. Sarebbe una soluzione in attesa della ferrovia Arcisate – Stabio. Più mezzi pubblici potrebbero significare anche un risparmio per chi lavora in Svizzera che, oltre alle spese di benzina, spesso paga anche il parcheggio. Rinnoviamo l’invito a ripensare a questa linea di trasporto congiunto che salverebbe i nostri, così come le strade cantonali e i residenti elvetici."
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