
“Sappiamo benissimo che il traffico è come l’acqua: cerca tutte le vie possibili per evitare di fermarsi”. Così il vicesindaco di Stabio Mauro Durini ha commentato la questione relativa alla possibile chiusura del nucleo di Ligornetto al traffico, la cui conferma negativa è arrivata direttamente dal Tribunale federale. Questa chiusura si tradurrebbe– sempre secondo Durini - in un “intasamento di tutte le altre strade degli altri Comuni”. La similitudine fatta dal vicesindaco descrive infatti una situazione che ormai da tempo grava sul Mendrisiotto ed è proprio il traffico ad essere il protagonista indiscusso della battaglia che si perpetua ormai da una decina di anni tra il comune di Stabio e quello di Mendrisio sulla chiusura del nucleo del quartiere in questione in certe fasce orarie. Una storia che i municipali hanno definito “infinita” e a cui, per ora, il Tribunale federale, dopo i numerosi ricorsi fatti dalla parte stabiense, ha emesso - come detto - un verdetto: le restrizioni non verranno implementate, insomma la chiusura del nucleo non s’ha da fare.
Municipio di Mendrisio non soddisfatto
“Siamo soddisfatti nella misura in cui non ci sono né vincitori né vinti”, dice sempre Durini, “come Municipio di Stabio abbiamo sempre cercato di trovare delle soluzioni che non andassero a toccare solo una parte del Mendrisiotto, facendo quindi un discorso più allargato”. Una notizia che non è però stata accolta in maniera altrettanto positiva dal Municipio di Mendrisio. “Noi prendiamo semplicemente atto di questa decisione”, ha commentato il capo Dicastero sicurezza pubblica Samuel Maffi, precisando però che è necessario partire dal presupposto che vi era l’auspicio che “dopo oltre 10 anni questa misura potesse venir finalmente definita. Purtroppo il caso ora rimane aperto e passeranno anni prima di poter sapere se questa misura potrà essere attuata o meno”.
Dal Tribunale federale a quello cantonale
La parola fine infatti è provvisoria: dal Tribunale federale ora la palla passa al Tribunale cantonale amministrativo, che dovrà esprimere un nuovo giudizio sulla base di nuove analisi che toccheranno al Dipartimento del Territorio. Questo perché le autorità cantonali nel progetto di risanamento fonico del Mendrisiotto - in particolare della strada cantonale di San Pietro di Stabio - non hanno tenuto conto della possibile chiusura del nucleo di Ligornetto e del conseguente aumento del traffico. “Inizialmente può essere vista come un svista dell’autorità cantonale”, commenta sempre Maffi, aggiungendo che “allo stato attuale si dovranno rifare questi calcoli. Solo in quel momento l’autorità cantonale potrebbe considerare la città di Mendrisio – e ce lo ha già fatto capire – come perturbatore che porta maggior rumore nel nucleo di San Pietro di Stabio e a questo punto potremmo essere chiamati alla cassa nel caso si dovesse rendere necessaria una maggiore protezione acustica per alcune case, come ad esempio il cambio delle finestre”.
Municipio Mendrisio: “Disposti a pagare”
Pur di chiudere il nucleo di Ligornetto, il Municipio di Mendrisio è disposto a mettere mano al portafoglio. “Dopo una lotta che dura da più di un decennio non sarà un biglietto da mille a far sì che cambiamo idea su questa tematica”, spiega Maffi, proseguendo che “il Municipio è sempre stato compatto su questo tema, che va a protezione della nostra cittadinanza, in particolare dei cittadini che abitano nel nucleo di Ligornetto. Sfido quindi chiunque ad andare in certe fasce orarie, sia al mattino che alla sera: è invivibile”. La strada intrapresa non considera dunque un’inversione di rotta ma, se si arrivasse a tanto, la questione - per Stabio - non sarebbe comunque risolta. “In parte si andrebbe a risolvere la questione dell’inquinamento fonico, ma non risolverebbe comunque il problema principale: l’aumento del traffico nelle zone che vengono in qualche modo scaricate del traffico del nucleo del quartiere”, ha concluso Durini. Ironia della sorte, il nucleo di Ligornetto si sta comunque per chiudere a tratti al traffico per dei lavori risanamento che dureranno fino ad agosto dell’anno prossimo.

