
Tramite un'interpellanza interpartica si chiedono chiarimenti al Municipio di Lugano sul destino del Lido San Domenico. Nel testo inviato ai media si legge: «Estate 2024: sul Lido San Domenico, lido pubblico di proprietà della Città di Lugano, sembra incombere la parola fine, perlomeno a un luogo ormai strettamente legato a una precisa identità culturale e sociale. Il Municipio si era infatti accorto che quello spazio era diventato «appetibile» e prospettava di non rinnovare il contratto di gestione allo storico duo ma di indire un bando di concorso e aprire a nuovi operatori. Una petizione online, che in brevissimo tempo raccoglie oltre 6'000 firme, e una grande mobilitazione popolare convincono il Muncipio a tornare sui propri passi: la convenzione viene prolungata di due anni».
La nota prosegue: «Estate 2026: sono passati due anni. Due estati di grande successo di pubblico al Lido San Domenico, luogo pubblico di aggregazione e di cultura affacciato sul lago Ceresio, un lago come pochi altri inaccessibile in libertà in una città dove il desiderio di controllare e gestire dall’alto è sempre più forte. Due inverni e due estati in cui il Municipio ha avuto il tempo di riflettere e ragionare sul futuro del Lido San Domenico, due anni in cui le prese di posizione pubblica sulla necessità urgente di spazi aggregativi e culturali liberi, sganciati da logiche commerciali, si sono moltiplicate sui media e nel dibattito pubblico, non da ultimo (ed era già tardi) in relazione a Lugano Marittima nell’estate 2026».
«Eppure - prosegue l'interpellanza - quello che dopo due anni il Municipio partorisce sembra essere insensibile a tutto questo: sono infatti pubblicati ben due bandi di concorso, uno per un contratto di gerenza triennale ed uno decennale per un partenariato pubblico-privato che delega al privato la ristrutturazione dell’esercizio pubblico per renderlo conforme alla legge. È chiaro che una volta di più a pesare nella scelta del Municipio è l’ "appetibilità" di un luogo meraviglioso, del suo possibile ritorno economico, e in nessun modo la sua importanza quale spazio aggregativo, sociale e culturale. Anche in questo caso è stata lanciata la petizione popolare Salviamo il Lido San Domenico: RISANARE SÌ, SNATURARE NO!, che in sole tre settimane ha già quasi raggiunto le 4'000 firme e che riportiamo qui sotto. Essa chiede al Municipio di tornare sui propri passi ed annullare il mandato relativo al partenariato pubblico-privato: al di là della ricerca di fondi, quello che preoccupa è la snaturazione di un luogo ed un’identità certi ed apprezzati in favore invece di una logica commerciale. Anche il dibattito pubblico è molto intenso. Lo stesso capodicastero Cultura, Sport ed Eventi della Città, Roberto Badaracco, intervistato da La Regione (23.09.2026) ha dichiarato che "secondo me [la petizione] è un segnale importante, anche prevedibile in un certo senso, perché il Lido San Domenico ha un’utenza molto affezionata e in generale è entrato nell’immaginario per le sue peculiarità. Questo sostegno testimonia e ribadisce quest’affezione della cittadinanza nei confronti del Lido, per continuare nel solco tracciato in questi anni"».
I firmatari dell'interpellanza chiedono dunque al Municipio di Lugano:
1. Come valuta le richieste della petizione Salviamo il Lido San Domenico: RISANARE SÌ, SNATURARE NO!, ad oggi sostenuta da quasi 4'000 cittadine e cittadini?
2. Per quale ragione il Municipio ha ritenuto di dover pubblicare due concorsi distinti? Per quale ragione il Municipio ha ritenuto di non doversi assumere l’onere di progettare e rinnovare un proprio spazio?
3. Per quale ragione il Municipio non ha integrato nei suoi bandi di concorso la richiesta per i concorrenti di formulare proposte culturali e aggregative concrete?
4. Il Municipio di Lugano intende prendere spunto da quanto creato dagli attuali gerenti del Lido San Domenico per garantire la presenza di proposte costruttive, multiculturali e originali alla portata di tutta la cittadinanza negli spazi pubblici di sua proprietà, per esempio (ma non solo) nella stesura di altri bandi di concorso?
5. In che modo il Municipio con il suo bando intende verificare che i progetti e i lavori proposti dai concorrenti siano concepiti e realizzati confacentemente all’utenza e alle esigenze del Comune? Quali criteri di qualità verranno applicati nella scelta finale? Quali controlli verranno svolti?
Il documento è firmato da Nina Pusterla (La Sinistra), Jasmine Altin (La Sinistra), Cristiano Canuti (La Sinistra), Edoardo Cappelletti (La Sinistra), Elena Rezzonico (La Sinistra), Carlo Zoppi (La Sinistra), Danilo Baratti (I Verdi), Carola Barchi (PLR-PVL), Sara beretta-Piccoli (PLR-PVL), Tamara Merlo (Più Donne) e Federica Colombo (Il Centro).

