
Il futuro del Lido San Domenico non può essere deciso soltanto sulla base della redditività economica. È questa la posizione del PS Lugano, che denuncia l’assenza, in entrambi i bandi, di un criterio esplicito legato alla programmazione culturale e all’aggregazione sociale.«È inaccettabile che il Municipio ignori completamente ciò che il Lido San Domenico è oggi, dimenticando che la gestione di un bene di sua proprietà deve rispondere innanzitutto all’interesse pubblico, non solo alla massimizzazione del ritorno economico», sottolinea in una nota odierna il partito, che ha deciso di aderire alla petizione «Salviamo il Lido San Domenico: risanare sì, snaturare no» e ne condivide le richieste.
Uno spazio diventato un importante luogo di incontro
Nel bando per la gerenza, ricorda il PS, il criterio che incide di più è la pigione di locazione offerta, mentre nel partenariato pubblico-privato a guidare la valutazione è il progetto di ristrutturazione. Secondo il PS, questa impostazione rischia di privilegiare la redditività a scapito della funzione pubblica di uno spazio che negli ultimi dieci anni è diventato un importante luogo di incontro. Concerti, iniziative culturali e momenti aggregativi hanno infatti trasformato il Lido in una realtà capace di coinvolgere un pubblico ampio e multigenerazionale. Un’esperienza che «ha raccolto ampio sostegno, anche da parte di numerose personalità della cultura e della vita pubblica; un valore che lo stesso Municipio, in passato, aveva riconosciuto. Eppure, il Municipio sembra fregarsene di tutto questo».
La gestione degli spazi pubblici
Il PS esprime inoltre preoccupazione per il partenariato pubblico-privato pluriennale: l’investimento di capitali privati, sostiene, potrebbe spingere verso un modello più esclusivo e meno accessibile, modificando profondamente l’identità del Lido. La questione si inserisce, secondo i socialisti, nel più ampio dibattito sulla gestione degli spazi pubblici e sul riconoscimento del valore della cultura indipendente, richiamando anche i principi della Carta della Gerra.
Le richieste del PS
Per questo il PS Lugano chiede al Municipio di rinunciare al partenariato pubblico-privato, assumendosi direttamente gli interventi necessari, e di inserire nel bando di gerenza un criterio adeguatamente ponderato sulla programmazione culturale e sull’aggregazione sociale.

