
Un dipendente della Casram di Mezzovico sarebbe stato licenziato perché non ha accettato di lavorare gratis. Lo denuncia oggi UNIA in un comunicato stampa, nel quale precisa che il licenziamento è stato prontamente contestato dal sindacato e che se il lavoratore non sarà reintegrato con effetto immediato il caso sarà portato davanti ai tribunali per ottenere giustizia.
La ditta di Mezzovico, spiega UNIA, " ha introdotto una deroga alle disposizioni del contratto nazionale di lavoro che di fatto obbliga il personale a svolgere 45 ore alla settimana, 5 in più e gratuite, rispetto alle 40 ore previste dal CCL."
"Un accordo tra l’altro mai sottoscritto dalla Commissione d’azienda, ma accettato da una votazione assembleare vinta con pochi voti perchè organizzata dalla direzione dell’azienda per far cambiare idea ai dipendenti che in prima battuta avevano respinto il principio del lavoro gratuito. Principio contestato in modo particolare dal personale di produzione" scrive il sindacato.
"Forte di questa decisione-imposizione" prosegue UNIA, "la direzione non dà possibilità di scelta ai lavoratori: “o lavori 5 ore gratuite o prenderemo provvedimenti: ti licenzieremo”."
"Licenziamento che ha colpito un dipendente, per di più residente, che non ha voluto cedere a questi ricatti e soprusi, si è rifiutato di svolgere le 5 ore gratuite, ma ha continuato a rispettare il suo contratto di lavoro che prevede 40 ore settimanali" scrive il sindacato. "La fine del rapporto di lavoro, è stata pronunciata dall’azienda con effetto immediato e questo dopo aver consultato Swissmem, l’associazione di categoria che ha consigliato in tal senso l’azienda."
Un atteggiamento "irresponsabile" da parte dell’azienda e di Swissmem che il sindacato Unia condanna con fermezza.
Il sindacato Unia prende inoltre atto che per Swissmem "non conta più la salvaguardia dei posti di lavoro come enunciato, ma preferisce per evidenti ragioni politiche far punire e colpevolizzare con il licenziamento i lavoratori che rivendicano i loro diritti contrattuali."
"Si tratta a nostro giudizio" scrive UNIA "di un atteggiamento in aperta violazione con il principio contrattuale della pace del lavoro e che apre perciò un nuovo capitolo nell’attacco frontale portato dalle associazioni padronali di categoria e dalle aziende ai diritti dei lavoratori ed ai contenuti del CCL."
"Un atteggiamento di aggressione verso i lavoratori che cambia i rapporti industriali tra sindacato e Swissmem in Ticino e del quale Unia ne prende atto ed agirà di conseguenza" conclude il sindacato. "Chiedere sacrifici ai dipendenti senza necessità dimostrabili e la conseguente pressione o repressione allorquando i lavoratori non accettano, è diventata un’attitudine ormai fatta propria da troppe aziende che Unia non tollera ed alla quale reagirà di conseguenza."
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