
Licenziato perché faceva uso di sostanze dopanti e di tisane alla cannabis. La storia di una guardia di confine ticinese è approdata al Tribunale amministrativo federale che, come riferisce il Corriere del Ticino nella sua edizione odierna, ha respinto il ricorso dell'uomo contro la disdetta immediata del rapproto di lavoro.
La vicenda, mai emersa finora, risale a marzo quando l'uomo confida a un collega di assumere farmaci per potenziare la massa muscolare. L'informazione giunge fino al Comando, che avvia un'inchiesta amministrativa, la quale si conclude con lo scioglimento del rapporto di lavoro.
L'agente decide allora di ricorrere, ritenendo troppo severa la misura e sostenendo pure che le sostanze dopanti sono assunte con prescrizione medica e che le tisane a base di cannabis non contengono il principio attivo del THC.
Ma i giudici sostengono la tesi del Comando, secondo cui l'agente ha violato i suoi obblighi prestando servizio "sotto l'influsso di sostanze dopanti e sostanze stupefacenti, mettendo in pericolo la sicurezza di se stesso, dei suoi colleghi e dell'utenza". Dalla sentenza emerge che la guardia di confine ha assunto i seguenti steroidi anabolizzanti: Boldenone, Stanozolo, Nandrolone, Trenbolone, Anastrozolo e Gonasi 2000. Sostanze che aiutano sì ad accrescere la sostanza muscolare, ma che hanno anche effetti collaterali come "l'aumento di aggressività, l'alterazione dell'umore, psicosi franca, maggiore tendenza al suicidio, alterazione della percezione della propria immagine corporea, maggiore tendenza all'abuso di altre sostanze".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

