
Licenziato in tronco dopo aver lavorato un solo giorno, con l'accusa di aver scaricato e visionato molteplici filmati pornografici sul posto di lavoro, un analista finanziario ha ottenuto parzialmente ragione in giustizia. Sarà quindi risarcito.
Lo si legge in una sentenza pubblicata ieri dal seconda Camera civile del Tribunale d'appello.
I giudici scrivono che "il Tribunale federale ha stabilito che un utilizzo privato di internet al posto di lavoro e durante gli orari di lavoro non giustifica il licenziamento in tronco senza preventivo ammonimento qualora detto utilizzo, sia pure in siti pornografici, sia limitato ad alcune poche occasioni."
L'analista avrebbe quindi dovuto essere dapprima ammonito, per dargli la possibilità di correggere il suo comportamento.
"Il licenziamento con effetto immediato è un provvedimento eccezionale, che deve essere ammesso in modo restrittivo" scrivono ancora i giudici. "Manchevolezze minori possono giustificare una disdetta immediata solo se si verificano ripetutamente malgrado espliciti avvertimenti sull'eventualità della disdetta."
L'uomo ha quindi ottenuto parzialmente ragione. Solo parzialmente perché, dato che il suo contratto era determinato a 12 mesi, l'analista avrà diritto unicamente a un risarcimento pari a 3 mesi di salario (più gli interessi) e non a 4 mesi come da lui richiesto.
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