
Si chiariscono i contorni dell'inchiesta penale aperta a carico di un 65enne dirigente della Leventina, di cui vi abbiamo riferito ieri.
L'uomo, che è stato licenziato in tronco e denunciato dalla ditta di Giornico che aveva co-fondato e per la quale aveva lavorato per oltre quattro decenni, ha incassato in contanti una provvigione di 20'000 franchi proveniente da una ditta d'Oltralpe che in realtà era destinata all'azienda.
Lo scrive oggi La Regione, precisando che la procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, titolare dell'inchiesta, accusa il 65enne di amministrazione infedele, violazione del segreto di fabbrica e commerciale, nonché violazione della Legge federale sulla concorrenza sleale.
Queste ultime accuse sono legate ad un incarico part-time che il 65enne avrebbe ottenuto in una ditta concorrente di Airolo. Ciò avrebbe messo in difficoltà quella da lui co-fondata, costretta a ridurre la propria attività a vantaggio delle diretta concorrenza.
In questo contesto è nata la disputa tra la dirigenza della ditta di Giornico e il 65enne, che viene difeso dall'avvocato Maria Galliani.
Il 65enne, reo confesso per quanto riguarda i 20'000 franchi, si è detto pronto a restituire la provvigione ed ha in ogni caso negato di aver fornito informazioni riservate alla ditta di Airolo.
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