
Licenziato dal Cantone dopo 23 anni di servizio, un uomo si è visto proporre due posti di lavoro alternativi. Ma li ha rifiutati e quindi non avrà diritto ad alcuna indennità di uscita per lo scioglimento del rapporto di impiego.
La parola fine alla vicenda è stata messa dal Tribunale federale, con sentenza pubblicata oggi.
L'uomo si era visto disdire il rapporto di lavoro dal Consiglio di Stato nel novembre 2012. Una decisione confermata su ricorso dal Tribunale amministrativo cantonale, nel luglio 2013.
Nel frattempo il Cantone gli aveva proposto due posti di lavoro alternativi, ma lui li aveva rifiutati. E quindi, nell'ottobre 2013, il Consiglio di Stato si era rifiutato di concedergli l'indennità d'uscita, ritenendo che egli avesse rifiutato i posti di lavoro offertigli senza validi motivi.
La risoluzione governativa era stata poi confermata, ancora una volta su ricorso, dal Tribunale amministrativo cantonale, nell'ottobre 2014.
L'uomo ha però voluto giocare anche la sua ultima carta, quella del Tribunale federale. Nel suo ricorso ha evidenziato di non essere stato licenziato per sua colpa e che i due posti di lavoro gli sono stati proposti prima che la decisione di licenziamento diventasse definitiva. Proprio per questo egli non vi aveva partecipato, nella speranza di poter restare dove si trovava. Infine il dipendente licenziato ha ricordato di aver prestato "23 anni di onorevole servizio" per lo Stato.
I giudici di Losanna hanno ritenuto che sì, è vero che l'uomo ha partecipato ad altri sette concorsi, ma non ai due cui il Consiglio di Stato gli aveva chiesto di partecipare, in quanto ritenuti a lui adatti. E quindi il Consiglio di Stato, secondo il Tribunale federale, non ha commesso alcuna violazione rifiutando di concedere l'indennità d'uscita al dipendente licenziato.
Il ricorso è quindi stato respinto e le spese giudiziarie di 2'000 franchi sono state poste a carico dell'ex dipendente cantonale.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

