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Ticino
Licenziate dopo la maternità: "Denunciate gli abusi"
Licenziate dopo la maternità: "Denunciate gli abusi"
Licenziate dopo la maternità: "Denunciate gli abusi"
Redazione
8 anni fa
Fonio (OCST): "L'economia sia più responsabile". Gargantini (UNIA): "Inaccettabile dal punto di vista sindacale e umano"

Licenziata appena rientrata dal congedo maternità. È quanto accaduto a una mamma ticinese, lasciata a casa dopo la nascita del terzo figlio, che ha ottenuto ragione - e un indennizzo per licenziamento discriminatorio - in Appello, dopo più di 4 anni di battaglia legale (vedi articolo suggerito).

"Fate valere i vostri diritti" - Quello emerso ieri non è un unicum nel mondo del lavoro ticinese. “Purtroppo capita spesso di ricevere simili segnalazioni, ma non sempre simili casi vengono denunciati”, conferma a Ticinonews il sindacalista OCST Giorgio Fonio.

Proprio per questo “è importante far valere i propri diritti: troppo spesso un figlio viene visto come qualcosa di discriminatorio”. L’invito è dunque quello di denunciare e segnalare situazioni simili alle organizzazioni sindacali. Se effettivamente il licenziamento è discriminatorio, può essere contestato e può portare ad un indennizzo in quanto ritenuto abusivo.

“Abbiamo la necessità di ricordare quanto sia bello e positivo mettere al mondo un figlio - conclude Fonio – Come già ribadito in occasione del lancio dell’iniziativa popolare in favore del congedo paternità, l’economia deve avere un approccio responsabile e sensibile nei confronti del tema”.

"Il contesto legislativo è debole" - “La legge garantisce un indennizzo pari a un massimo di 6 mensilità in caso di licenziamento abusivo - rammenta Giangiorgio Gargantini (UNIA) - È una delle lacune del nostro contesto legislativo: anche in presenza di casi gravi il massimo che si può ottenere è una compensazione finanziaria. Intanto il posto di lavoro è perso e non vi è possibilità di reintegro”.

Anche il sindacato UNIA riceve moltissime segnalazioni e questo, per Gargantini, è “inaccettabile sia dal punto di vista sindacale che umano”. Questa vicenda, ci spiega, evidenzia due problematiche a livello svizzero: “Per prima cosa viene ribadita la debolezza del nostro contesto legale: in Svizzera non si deve giustificare un licenziamento ed è quindi difficile provare l’esistenza di un licenziamento abusivo”. Ma questa è una delle battaglie storiche dei sindacati: “Ci battiamo da anni ma è un punto fondamentale difeso dalle maggioranze politiche vicine agli ambienti padronali”.

“Il secondo problema che viene impietosamente evidenziato è l’estrema debolezza delle donne sul mercato del lavoro. In vista anche del grande sciopero del 14 giugno è imperativo denunciare i soprusi”. che non si limitano ai licenziamenti: “In molti casi i datori di lavoro rifiutano una riduzione dell’orario di lavoro delle neomamme, costringendole a dimettersi”.

L’invito del mondo sindacale resta quello di denunciare ogni abuso, non solo i licenziamenti notificati appena scaduto il congedo maternità. 

nic

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