
Un agente ticinese è stato licenziato dal Comando della Regione guardie di confine IV a causa di "motivi gravi".
L'uomo, secondo quanto si legge sul Corriere del Ticino, avrebbe imbracciato un fucile a pompa e forse anche alzato le mani in occasione di un diverbio con due ubriachi che causavano rumori molesti sotto casa sua. Un episodio risalente al 4 marzo 2016, poco dopo la mezzanotte, a seguito del quale uno dei due ubriachi dovette essere ricoverato all'OBV di Mendrisio con un "trauma policontusivo" e un "trauma all'emivolto destro", a suo dire causati dai colpi incassati dalla guardia di confine.
Nel gennaio 2017 il Ministero pubblico emise quindi un decreto d'accusa nei confronti dell'agente, proponendo una condanna a una multa di 1'000 franchi per contravvenzione alla lege federale sulle armi. Un decreto considerato sufficiente dal Comando delle guardie di confine per procedere al licenziamento in tronco dell'agente, già distintosi in passato per "carenze comportamentali" sul posto di lavoro. Un licenziamento che, su ricorso, è stato ora confermato anche dal Tribunale amministrativo federale (TAF).
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