
Una delegazione del Gran Consiglio ticinese - composta dal presidente cantonale PPD Fiorenzo Dadò, dal vicepresidente cantonale PPD Giorgio Fonio e dal co-presidente PS Fabrizio Sirica - ha presenziato oggi all’audizione dinnanzi alla Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati nel contesto dei lavori preliminari sull’iniziativa cantonale “Per un prolungamento della protezione dalla disdetta al termine del congedo maternità”.
Il Parlamento ticinese, ricordiamo, il 22 giugno 2020 ha approvato il rapporto di minoranza redatto dai deputati Dadò e Sirica a favore dell’iniziativa cantonale che chiede di tutelare maggiormente le neomamme dal licenziamento una volta rientrate dal periodo di maternità, prolungando il periodo di protezione dalle 16 settimane ai 12 mesi a partire dalla nascita del bambino. “Il licenziamento di una neomamma è una delle vergogne sociali della società attuale”, spiega Giorgio Fonio, raggiunto da Ticinonews. “Con questa iniziativa e la difesa del rapporto Sirica andiamo a portare all’attenzione della Berna federale quella che è una preoccupazione che coinvolge non solo la politica, ma buona parte della società civile”.
Una preoccupazione che nasce dalla situazione attuale, giudicata allarmante non solo in Ticino, ma nel resto della Svizzera, precisa Fonio. “La nostra iniziativa nasce da uno studio di Travail Suisse, che constata che al momento dell’annuncio della gravidanza il 10% delle donne perde il posto di lavoro e al momento della nascita il 3% vede rescindere il proprio contratto di lavoro. Sono numeri che non hanno una valenza statistica: si fa fatica a farli emergere perché c’è ancora molta difficoltà da parte delle donne che subiscono queste ingiustizie nel denunciarle”. “La nascita di un figlio”, conclude Fonio, “non può trasformarsi in qualcosa di traumatico, ma deve essere un evento gioioso, non solo per la mamma o il papà, ma per tutta la società”.
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