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CS-UBS
Licenziamenti, "urgono trattative con Sergio Ermotti"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il deputato UDC Tuto Rossi chiede l'intervento del Cantone per evitare uno "spargimento di sangue" per quanto riguarda i licenziamenti in Ticino nelle due banche.

L'assorbimento di Credit Suisse da parte di UBS preoccupa il granconsigliere UDC Tuto Rossi, che in un'interpellanza urgente chiede al Governo di entrare in contatto con Sergio Ermotti, presidente di UBS, per evitare "un bagno di sangue" per quanto riguarda la tematica dei licenziamenti.

La scure dei licenziamenti

Rossi riporta i dati dell'agenzia Bloomberg, secondo cui la fusione delle due banche porterà all'eliminazione del 30% del personale. "In totale 35'000 dipendenti saranno mandati a casa", sottolinea il deputato UDC. Per quanto riguarda il Ticino, Rossi rimarca che UBS e Credit Suisse hanno quasi tutte le attività a specchio. "È dunque molto probabile che la nuova UBS porterà tutti i doppioni. Ciò significa che centinaia (se non migliaia) funzionari di Credit Suisse e di UBS verranno licenziati in Ticino, verosimilmente tra settembre e novembre 2023. In altre parole, centinaia famiglie ticinesi rischiano di finire sul lastrico o di soffrire pesantemente".

Cosa si chiede al Governo

Per evitare questo "bagno di sangue", Tuto Rossi chiede al Consiglio di Stato di entrare in contatto con Ermotti, aprofittando anche del fatto che "si tratta di un cittadino ticinese, ben conosciuto dalle nostre autorità, e molto apprezzato da tutti". Per il granconsigliere è indispensabile ricevere "piena informazione sui piani di razionalizzazione della nuova banca UBS in Ticino" e farsi "parte proattiva nella proposta di soluzioni bancarie alternative che possano preservare gli attuali posti di lavoro anche in futuro". Secondo Rossi l'eliminazione ex abrupto degli impiegati di CS (o di UBS) che svolgono il medesimo lavoro "non deve essere per forza l’unica soluzione per condurre l’UBS in Ticino".

Le domande al Governo

1) Il Consiglio di Stato e per esso il Direttore del DFE ha già preso contatto con il Presidente UBS Sergio Ermotti riguardo al futuro dei funzionari del Credit Suisse e dell’UBS minacciati di licenziamento a seguito dell’assorbimento della prima banca da parte della seconda?

2) In caso contrario, cosa aspetta il Consiglio di Stato e per esso il Direttore del DFE a entrare in negoziato con il Presidente UBS Sergio Ermotti allo scopo di evitare che la fusione delle due banche si trasformi, anche in Ticino, in “uno spargimento di sangue” come ipotizzato dal Direttore ABT Franco Citterio?

3) È in corso il calcolo dei costi sociali e sono valutate le sofferenze umane in caso di massicci licenziamenti di impiegati e dirigenti ticinesi di Crédit Suisse e UBS?

4) Il DFE sta studiando le alternative da proporre in maniera proattiva al Presidente UBS Sergio Ermotti per evitare i licenziamenti degli impiegati del Credit Suisse (e dell’UBS) in Ticino?