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Ticino
"Licenziamenti o chiusure con salari minimi troppo alti"
"Licenziamenti o chiusure con salari minimi troppo alti"
"Licenziamenti o chiusure con salari minimi troppo alti"
Redazione
8 anni fa
Il CF spiega l'esclusione del Ticino dal CCL delle stazioni di servizio. "La palla è nelle mani delle parti sociali"

In una risposta congiunta ai tre parlamentari ticinesi Marina Carobbio (PS), Roberta Pantani e Lorenzo Quadri (Lega) - che, ricordiamo, avevano interrogato il governo sulla decisione del Consiglio federale di escludere il Ticino dall'applicazione del contratto collettivo di lavoro (CCL) per quanto riguarda i salari minimi dei negozi delle stazioni di servizio -, il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann ha spiegato che la questione dei salari minimi in un determinato CCL è di competenza delle parti sociali e non dello Stato. Secondo il consigliere federale, durante la consultazione diversi rappresentanti ticinesi hanno sottolineato che i salari minimi previsti nel contratto collettivo erano troppo elevati. Dopo aver attentamente esaminato la situazione, il Governo è giunto alla conclusione che l'accordo trovato tra i partner sociali non prendeva sufficientemente in considerazione gli interessi regionali del canton Ticino, ha aggiunto Schneider-Ammann. A suo avviso, un salario minimo troppo elevato nel cantone a sud delle Alpi avrebbe potuto provocare licenziamenti o chiusure delle stazioni di servizio. La palla, ha proseguito il consigliere federale, è però nelle mani delle parti sociali. Queste ultime potrebbero adattare il CCL e trovare una nuova soluzione per il canton Ticino. Se non dovesse essere il caso, il Governo rivaluterà la situazione dei negozi situati a sud delle Alpi.

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