
UBS ha realizzato nel primo trimestre di quest'anno una perdita di quasi 2 miliardi di franchi. Questo risultato si spiega anche con il contributo negativo pari a un totale di circa 3,9 miliardi causato dalle perdite subite su posizioni a rischio illiquide già note. La banca ha inoltre comunicato l'intenzione di sopprimere 8700 impieghi entro il 2010. In Svizzera verranno tagliati 2500 posti di lavoro, di cui 1200-1500 tramite licenziamenti. "La via del ritorno al successo sarà lunga e non dobbiamo aspettarci soluzioni a breve termine; dobbiamo invece, passo per passo, affrontare il futuro in modo realistico, coerente e disciplinato", ha detto il nuovo presidente della direzione Oswald Grübel. Le perdite registrate nei primi tre mesi sono state causate anche dagli accantonamenti per i rischi di credito e dagli adeguamenti dei prezzi per le ultime posizioni che sono state trasferite alla Banca nazionale svizzera, ha indicato l'istituto di credito in una nota diffusa prima dell'assemblea generale che si tiene oggi a Zurigo. UBS chiude il primo trimestre con un deflusso netto di fondi. Per la divisione Wealth Management & Swiss Bank c'è stato un deflusso netto di circa 23 miliardi di franchi che si è verificato "in seguito alla divulgazione dell'accordo con le autorità statunitensi relativo alle indagini sui servizi bancari transnazionali con i clienti statunitensi". La banca ha inoltre comunicato che si abbandonerà le attività non promettenti e ad alto rischio. Per le persone che non avranno più un lavoro è previsto un piano sociale, ha affermato UBS aggiungendo che la riduzione di posti di lavoro è "purtroppo inevitabile". Lo scorso anno l'istituto di credito aveva già soppresso 1500 impieghi in Svizzera. Giovanni Crameri: "In Ticino per fortuna si è stati previdenti"
"In Ticino per fortuna si è stati previdenti - ci dice il dirigente di UBS Giovanni Crameri - e negli ultimi mesi è stata seguita una politica molto restrittiva sul fronte del personale, con qualche prepensionamento e la non sostituzione del personale partente. A fine 2008 l’effettivo era di 1297 persone, compreso il personale in formazione". "Si prevede che a fine 2009 la cifra sarà attorno ai 1200, quindi un centinaio in meno. Non basteranno fluttuazione e prepensionamenti: purtroppo verosimilmente si procederà a 30-40 licenziamenti".La preoccupazione di Franco Citterio"E' evidente che c'è un clima di incertezza generale qui a Lugano, come nelle altre principali piazze finanziarie che vivono soprattutto di gestione patrimoniale e mercati borsistici", ammette il direttore dell'Associazione Bancaria Ticinese Franco Citterio. "La notizia di UBS evidentemente arriva in un commento in cui queste incertezze regnano, e dunque c’è ancora maggiore preoccupazione. D’altra parte vorrei però sottolineare che la piazza finanziaria è anche costellata da tanti altri istituti - piccoli, medi e grandi - che finora hanno tenuto bene il mercato e finora hanno potuto limitare le conseguenze di questa crisi finanziaria”. Valerio Agustoni: puntare sulla riduzione del tempo di lavoro“Rispetto ai numeri di posti persi in Svizzera per il Ticino si può esprimere una certa soddisfazione, essendo 30 o 40 posti. Ma evidentemente bisognerà fare di tutto per evitare questi licenziamenti”. Così commenta la notizia Valerio Agustoni, segretario cantonale della Società degli impiegati di commercio. "Ora, per non licenziare, bisognerebbe introdurre dei sistemi di lavoro innovativi, come per esempio la riduzione del tempo di lavoro" e sulle "misure di formazione".Critici i partitiL'annunciato taglio di posti di lavoro di UBS viene accolto con accenti diversi da parte dei grandi partiti svizzeri. Tutti sono comunque concordi nell'affermare che a sub
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