
Marco Passalia, dopo le lettere di minacce ricevute da Fiorenzo Dadò e indirizzate allo stesso presidente del PPD così come al deputato in Gran Consiglio, ha deciso di rispondere per le rime agli ingnoti che lo hanno attaccato facendo riferimento al recente voto in Gran Consiglio sul credito per i nuovi semafori sul Piano di Magadino (vedi articoli suggeriti).
Sui social Passalia ha ringraziato per la solidarietà dimostrata nei suoi riguardi e ha spiegato: "In generale sono schifato dai commenti anonimi, a maggior ragione se si tratta di attacchi personali infami". Inoltre, il deputato popolare democratico ha assicurato che "rispetto dei diritti popolari e buon senso sono per me due punti cardine dell’azione politica di un partito come il PPD. Vi assicuro inoltre che sono molto più interessato a fare qualcosa di utile per i ticinesi piuttosto che per lemia carriera politica".
"La questione dei semafori - ha proseguito - va al di là dei partiti e delle persone. Se il buon senso mi porta a dire no ai semafori e agli sprechi, sono contento di poter condividere questa opinione con Cleto Ferrari, Bruno Storni o altri deputati che nulla hanno a che fare con il PPD", mentre sulla possibilità di un eventuale referednum ha fatto sapere che il 18 dicembre "in un incontro pubblico decideremo se indire un referendum o meno coinvolgendo cittadini, deputati, municipali, consiglieri comunali e associazioni. Questa a casa mia si chiama democrazia diretta e partecipazione alla cosa pubblica a partire dalla gente".
Ma soprattutto, Passalia ha voluto ribadire che "Chi non la pensa come me è libero di esprimermi il proprio disappunto purché si firmi. Se i politici ci mettono la faccia, sarebbe cosa buona e giusta che anche chi li critica, si manifesti".
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