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Ticino
'Liberali e radicali: la tendenza deleteria delle correnti'
Redazione
17 anni fa
Franco Celio ieri sera al Comitato PLRT è stato esplicito: la divisione uccide il Partitone. Uniti è meglio, "ma che non sia di facciata" (AUDIO)

Franco Celio è stato esplicito ieri sera al comitato PLRT: corrente liberale e corrente radicale? Uniti è meglio. E che l’unità sia in piena regola, non di facciata “perché allora è meglio lasciar perdere queste operazioni così puramente ipocrite”. Non ha usato mezze parole il deputato Franco Celio, durante il suo intervento al comitato di S.Antonino. “Perché se vogliamo essere un partito forte - ha sottolineato con enfasi -, non possiamo sprecare la maggior parte del tempo per beghe interne”. E anche lui, sull’onda della moda che sembra aver contagiato i liberali-radicali ticinesi, ha tirato in ballo la storia delle percentuali… “Non possiamo permetterci di destinare una percentuale importante del nostro tempo e le nostre energie a beghe interne”. Ma più di tutto a Celio dà fastidio che alcuni pretendano di dividere in due parti ben separate e distinte il partito. Liberali da una parte e radicali dall’altra. “Non possiamo accettare questa divisione artificiale e artificiosa perché la parte maggiore del partito non si riconosce in esclusiva né nella sedicente ala liberale né in quella che viene definita l’ala radicale. Il grosso del partito - ha precisato il deputato in Gran Consiglio - è sicuramente su una posizione di centro e vuole l’unità nell’azione e non l’unità puramente di facciata”. Ma se qualcuno volesse seguire questa - e citiamo da Celio - “tendenza deleteria delle correnti”, allora una soluzione per non spaccare completamente il partito c’è. Non basta però affermare di appartenere alla “Rosa dei venti” o ai radicali. No. “È possibile che solo da una corrente di centro, poi con varie sfumature, ci sia un’altra corrente più di centro-destra, una più di centro-sinistra e pure altre. La forza di ognuna in quel caso dovrà essere verificata. Non possiamo dare per scontato che uno rappresenti una determinata proporzione solo perché lo asserisce, in quel caso bisognerà adottare dei sistemi elettorali affinché ciascuna corrente abbia ciò che le compete democraticamente e non con manovre da tavolino con il manuale Cencelli”. Foto CdT Nicola Demaldi

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