
L'UDC ha lanciato la sua battaglia: disdire l'Accordo di libera circolazione delle persone con l'Unione Europea. Un testo decisamente più radicale rispetto al 9 febbraio. Ieri è partito il lancio della raccolta firme. Radio 3i ha tastato il polso di alcuni rappresentanti del mondo economico e sindacale, che si dicono scettici a proposito dell'iniziativa:
"Dopo aver pasticciato a livello federale con l'iniziativa del 9 febbraio e a livello cantonale con "Prima I Nostri", l'UDC finalmente esce allo scoperto con un'iniziativa che ha perlomeno il pregio di fare chiarezza e porre un quesito inequivocabile rispetto al passato" commenta il presidente di AITI Fabio Regazzi. "È chiaro che dal punto di vista dell'economia e dell'industria che rappresento" ha proseguito, "c'è preoccupazione. L'accoglimento di questa iniziativa provocherebbe grossi problemi alla Svizzera e alla sua piazza economica. Siamo pronti a combattere questa ennesima battaglia".
Chiarezza è il termine usato anche dal segretario del sindacato OCST Renato Ricciardi, che dipinge così il mercato del lavoro: "Ci sono stati scompensi importanti sul mercato del lavoro legati in particolare all'Acccordo sulla libera circolazione delle persone. Abbiamo cercato di fronteggiare queste distorsioni con delle proposte che permettessero un accompagnamento migliore e un intervento più mirato. Non va tuttavia dimenticato il valore di tutti gli Accordi bilaterali, incluso quello della libera circolazione, che hanno avuto per la crescita economica del nostro paese. Venissero meno questi accordi, potremmo incorrere in un peggioramento della situazione economica e anche il benessere della nostra popolazione ne potrebbe risentire".
Maggiori dettagli al seguente link: http://radio3i.ch/post/2656
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