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Libera circolazione... dei morti: "Non rispettati accordi bilaterali"
Libera circolazione... dei morti: "Non rispettati accordi bilaterali"
Libera circolazione... dei morti: "Non rispettati accordi bilaterali"
Redazione
8 anni fa
È polemica al confine: le salme italiane destinate al crematorio di Chiasso bloccate dal Comune di Como

Negli ultimi tempi sul confine ticinese, si sta consumando una polemica, è il caso di dirlo, decisamente calda. A causa della chiusura del forno di Como sempre più cittadini lariani hanno infatti scelto di venire a Chiasso, dove da poco più di un anno, è attivo un nuovo impianto crematorio. E qui – come si suol dire – casca l’asino. Inspiegabilmente, negli ultimi tempi il Comune di Como sta rendendo sempre più complicato il passaggio delle salme attraverso il confine allungando i tempi di rilascio del cosiddetto passaporto mortuario, un documento che fra l’altro non sembra nemmeno essere necessario in base agli accordi bilaterali.

"Il problema da gennaio a questa parte - commenta Giancarlo Vital, responsabile del Crematorio di Chiasso, a TeleTicino - è che hanno deciso che deve essere rilasciato un passaporto mortuario firmato dal dirigente. Il dirigente però non sempre, da quanto mi dicono, è in sede reperibile per la firma, tante volte va il giorno dopo. C'è un allungamento dei tempi che può essere di uno o due giorni e questo, insomma, per una famiglia in lutto non va bene".

Forse è un problema di tutela o di concorrenza?"A pensare male, diceva qualcuno, si fa peccato - spiega il vice presidente dell’Associazione Ticinese di Cremazione Fulvio Regazzoni - Siamo un'associazione che ha alle spalle qualcosa come 100 anni di attività e quindi non vediamo perchè non dovremmo collaborare".

Ma questo passaporto mortuario è un documento necessario in linea con gli accordi tra Italia e Svizzera o no? Per Vital "il passaporto mortuario è necessario quando il comune di provenienza della salma è fuori di 10 Km dal confine. Como è a 5 Km, dovrebbe essere necessaria l'autorizzazione alla cremazione e l'autorizzazione al trasporto, invece del passaporto mortuario".

Il problema è tale da essere stato portato recentemente all’attenzione del Consigliere di Stato Norman Gobbi e del Delegato alle relazioni esterne Francesco Quattrini che si sono già confrontati con le autorità italiane. Da noi contattato l’assessore ai Cimiteri Francesco Pettignano è rimasto sul vago, confermando che valuterà il da farsi dopo aver sentito l’ufficio competente.

"Secondo me va risolta attraverso i contatti che il Ticino ha con la Regio Insubrica, attraverso i canali ufficiali Secondo me bisogna andare all'apice", ribadisce Regazzoni al TG di TeleTicino.

In un anno, come riportato da EspansioneTv, al cimitero di Chiasso sono state effettuate 800 cremazioni, delle quali circa 150 di defunti italiani. Il costo, per tutti, italiani e svizzeri, è di 800 franchi.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino

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