
LIA: i soldi in cassa stanno per finire. Che il destino della legge sulle imprese artigianali fosse appesa ad un filo era cosa più o meno nota. Quel che non si sapeva è che secondo le stime, a giugno è probabile si resti a secco.
Come anticipato da TeleTicino, dopo la sentenza del Tribunale Cantonale amministrativo (TRAM) che ha sancito l’incompatibilità della legge con il diritto superiore, è subentrata una la moratoria. E con la moratoria gli artigiani non sono più tenuti a pagare l’iscrizione. Niente controlli, nessuna multa.
Il punto è che per la commissione di vigilanza LIA lavorano alcune persone. Persone che a fine mese si aspettano uno stipendio. Insomma, in ballo non c’è soltanto il destino del controverso albo degli artigiani, ma anche il futuro di questi collaboratori. Ed è a questo che il Dipartimento del territorio sta lavorando.
A Palazzo delle Orsoline gli ottimisti sul futuro della LIA scarseggiano. Ed infatti il Consiglio di Stato sta elaborando il messaggio per la sua abrogazione. Certo, lasciando aperto come promesso uno spiraglio alle proposte della commissione, ma tant’è. Quando alla il Governo avrà preso la propria decisione, la palla passerà nel campo del Gran Consiglio. Perché è ai deputati che spetta l’ultima parola su di un’eventuale abrogazione. E non serve essere dei veggenti per immaginare che e ne vedremo delle belle. Non solo: acceso potrebbe essere, e lo sarà, anche il dibattito sul denaro versato dagli artigiani quando la legge era in vigore. Tecnicamente i soldi non vanno per forza restituiti, ma politicamente è tutta un’altra storia.
Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18.45
CR
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

