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Ticino
LIA: "Il Governo restituisca il dovuto agli artigiani"
LIA: "Il Governo restituisca il dovuto agli artigiani"
LIA: "Il Governo restituisca il dovuto agli artigiani"
Redazione
8 anni fa
Lo chiedono i deputati Ghisla (PPD) e Schnellmann (PLR) in una mozione inoltrata al Governo

Tramite una mozione, i deputati Simone Ghisla (PPD) e Fabio Schnellmann (PLRT) chiedono al Governo di restituire i soldi agli artigiani residenti che hanno dovuto pagare le tasse d'iscrizione dell'albo e pagare delle multe legate alle procedure di iscrizione. Chiedono inoltre misure sostitutive "concrete e conformi al diritto federale" per la salvaguardia dell'artigianato locale dopo le sentenze del Tram, che hanno dichiarato la LIA lesiva della legge sul mercato interno. 

"In data 7 marzo" ricordano i due deputati, "il Consiglio di Stato ha informato per mezzo stampa di essersi confrontato in merito al futuro della Legge sulle imprese artigianali sulla base della sentenza del Tribunale Cantonale Amministrativo del 27 febbraio 2018. Essa ha stabilito che la Legge sulle imprese artigianali è lesiva della Legge federale sul mercato interno e che non rispetta il principio di proporzionalità".

"Malgrado la sentenza del TRAM non ci si può esimere dall’affermare che la LIA ha comunque permesso alle autorità di prendere coscienza fino in fondo della problematica e di aver fatto emergere con forza numeri e cifre che contraddistinguono il fenomeno dei padroncini e delle difficoltà dell’artigianato locale" riconoscono Ghisla e Schnellmann.

"Pur prendendo atto della volontà del CdS di voler incaricare il Dipartimento del territorio di effettuare i passi necessari per procedere all’abrogazione della LIA e parallelamente di incaricare il Dipartimento finanze ed Economia di perseverare nel controllo e nel monitoraggio del mondo del Lavoro, l’inevitabile rinuncia alla LIA non deve in alcun modo costituire il primo passo alla rinuncia della tutela dell’artigianato locale dalla concorrenza sleale dei padroncini".

"L’artigianato ticinese, posto sotto continua pressione e contraddistinto in particolare da piccole e medie imprese spesso a conduzione famigliare, necessita infatti di nuove idee che portino a misure concrete a propria tutela e protezione".

"Consideriamo infine che la LIA" concludono i granconsiglieri, "riconoscendo l’errore di valutazione del Gran Consiglio, non dovrà essere ricordata come la legge che ha voluto discriminare l’artigianato locale a discapito di altri che, dall’entrata in vigore, hanno comunque continuato a prestare servizio sul territorio cantonale".

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