
La Legge sulle imprese artigianali (LIA) è entrata in vigore il 1 febbraio 2016; al 31 marzo 2017 sono 4'400 le domande di iscrizione all’albo. 80% le domande provenienti da imprese con sede legale in Ticino o altri cantoni svizzeri, 18.5% da imprese con sede legale in Italia e 1.5% in altri paesi.
È quanto si legge nel bilancio diramato oggi dalla Commissione di vigilanza LIA, presieduta da Renzo Ambrosetti.
"Il grande numero di domande di iscrizione inoltrato, decisamente superiore a quanto inizialmente previsto, ha permesso di fare emergere diverse situazioni della realtà cantonale, sulle quali hanno potuto effettuare delle verifiche anche altri enti di vigilanza indigeni, quali ad esempio le Commissioni paritetiche di riferimento" spiega la commissione.
"Per ottenere l’iscrizione all’albo, le imprese e i loro titolari devono comprovare una serie di requisiti, tra i quali si citano in particolare la solvibilità e il versamento puntuale dei contributi sociali e delle imposte alla fonte" prosegue la commissione. "Dove si sono evidenziati degli arretrati, le imprese hanno provveduto a concordare dei piani di rientro con gli enti preposti, in particolare le casse AVS, casse pensioni, imposte alla fonte e CPC per i contributi paritetici, a beneficio di questi stessi enti, dei lavoratori e della collettività in generale."
"Per quanto concerne l’ulteriore aspetto importante della nuova legge, quello della vigilanza, l’ispettorato LIA ha potuto verificare 154 cantieri nel periodo tra ottobre 2016 e marzo 2017, riscontrando nel 90% dei casi delle infrazioni di tipo penale in ambito LIA, in particolare quindi la mancata iscrizione all’albo da parte di imprese con attività assoggettate" prosegue la commissione. "L’ammontare previsto delle sanzioni supera i CHF 100'000; tra quelle emesse e cresciute in giudicato il 50% è già stato incassato."
"Nel 61% dei casi, le infrazioni concernevano imprese con sede legale in Ticino, il 12% dei casi imprese con sede legale in altri cantoni svizzeri, mentre nel 27% dei casi concernevano imprese con sede legale all’estero" precisa la commissione.
"Circa un terzo dei controlli sono partiti autonomamente dall’ispettorato LIA, il 24% su segnalazione, mentre nel 46% dei casi i controlli si sono svolti congiuntamente ad altri enti di vigilanza ticinesi o a seguito di una loro specifica segnalazione" conclude la commissione. "La maggioranza delle infrazioni constatate si è concentra nei distretti di Lugano, Mendrisio e Locarno. Più in generale, ca. il 60% delle infrazioni è stato rilevato nel Sottoceneri e il restante 40% nel Sopraceneri."
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