
Se quello del presidente della commissione di vigilanza della Lia sembra un ultimatum, sarà perché lo è. La Commissione di vigilanza sulla LIA ha infatti scritto al Governo per chiedere cosa fare, altrimenti verranno interrotte le attività dell'organo di controllo.
Dopo mesi di polemiche il destino dell’albo degli artigiani pare ormai definitivamente segnato. Il Consiglio di Stato, in barba alle proposte della commissione, non ha cambiato idea: la legge va abrogata. Peccato che l’ultima parola, come sempre, spetti al Gran Consiglio. Così mentre si attende una decisione definitiva, l’incertezza regna sovrana. Ed anche una certa amarezza per come sia stata gestita l’intera faccenda.
Negli uffici della commissione intanto il lavoro continua, forse ancora per poco. La legge al momento è in vigore, ma da inizio anno l’obbligo di iscrizione all’albo degli artigiani è congelato. Idem per i controlli. I soldi stanno per terminare e la decina di impiegati della commissione di vigilanza ancora non sa se, passati i prossimi mesi, avrà un posto di lavoro.
Intanto la parabola di una legge nata da un atto parlamentare PLR, approvata da tutti i partiti in Gran Consiglio, combattuta strenuamente da rappresentanti del settore, difesa altrettanto strenuamente da altri, sembra volgere definitivamente al termine. La parola fine andrà scritta dagli stessi partiti che in Gran Consiglio ne avevano salutato la nascita. Ma fino a quel giorno l’incertezza continuerà a farla da padrone.
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