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LIA, e ora?
LIA, e ora?
LIA, e ora?
Redazione
8 anni fa
Dopo il messaggio del Governo, i pareri dei capigruppo in Gran Consiglio divergono sui futuri passi da intraprendere

Dopo la recente richiesta del Governo di abrogare la legge sulle imprese artigianali (LIA), il messaggio passerà nelle mani dell’Ufficio Presidenziale, che lo attribuirà a una Commissione. Quale commissione è ancora presto per dirlo: potrebbe essere la Legislazione, che se n’è occupata finora, ma c’è chi, come la Lega, sta valutando l’ipotesi di chiedere la costituzione di una Commissione ad hoc per accelerare i lavori, riferisce TeleTicino. Da notare che sull’intera vicenda pende ancora l’incognita del Tribunale Federale, che dovrà esprimersi sul ricorso dell’Unione Associazioni dell’Edilizia.

Sia come sia la parola definitiva spetterà al Parlamento, che dovrà decidere se abrogare o meno l’albo. Le tempistiche sono variabili a seconda dei lavori commissionali, ma verosimilmente il dossier non approderà in Gran Consiglio prima dell’autunno prossimo. E ovviamente a livello parlamentare le opinioni divergono.

Per Maurizio Agustoni, capogruppo PPD, “prima di un’abrogazione definitiva il Parlamento dovrebbe approfondire scenari alternativi, compatibili con il diritto superiore”. Sulla stessa linea anche il capogruppo leghista Daniele Caverzasio e del PLR Alex Farinelli.

Categorico invece il PS: "Se la LIA giuridicamente non è sostenibile non cercheremo di forzare la mano" ha dichiarato Ivo Durisch ai microfoni di TeleTicino.

Sulle barricate invece UDC e Verdi. Per Gabriele Pinoja “la LIA va mantenuta, trovare i giusti correttivi è imperativo”. Opinione condivisa anche dall’ecologista Francesco Maggi.

Insomma si può dire che il destino della Lia sia tutto fuorché già segnato.

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

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