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LIA, commissari furibondi
LIA, commissari furibondi
LIA, commissari furibondi
Redazione
8 anni fa
La missiva del Governo ha fatto scaldare gli animi. Per le dichiarazioni ufficiali la commissione si è data tempo fino a domani

Licenziamento immediato del personale. Anche questa proposta, domani, sarà all'ordine del giorno sul tavolo della Commissione di Vigilanza Lia. Una riunione - che si preannuncia tesa e non senza colpi di scena - volta a cercare di capire quali saranno i prossimi passi sull’intricata vicenda legata all’Albo degli Artigiani. Ma procediamo con ordine.

Ieri, il Governo ha redatto una lettera all’indirizzo della Commissione chiedendo di interrompere tutte le attività in corso. 

A sollecitare questa presa di posizione era stata la stessa Commissione che, dopo la decisione d’abrogazione dell’Albo ratificata dall’Esecutivo, aveva lanciato un ultimatum al Governo: se entro il 25 maggio non dovessero arrivare risposte concrete e non sará fatta chiarezza sul futuro i commissari si sarebbero visti costretti a cessare l’attività.Di qui, appunto, la risposta – anticipata dal Corriere del Ticino.

Ma la missiva governativa, più che contribuire a chiarire i dubbi, ha fatto scaldare gli animi. Per le dichiarazioni ufficiali la Commissione si è data tempo fino a domani, ma oggi l’aria che tira è di quelle roventi.

Due gli elementi che, stando a quanto anticipato da Teleticino, hanno mandato su tutte le furie i commissari. Da un lato le modalità di comunicazione: la lettera è infatti passata prima dalle mani della stampa che da quelle della Commissione (che ancora non ha ricevuto l’atto formale).

Dall'altra c’è la tipologia di risposta: considerata evasiva oltreché un vero e proprio scarico di responsabilità.

E allora domani saranno tre gli scenari principali in discussione. La prima opzione è il licenziamento cautelativo di tutto il personale; la seconda è il mantenimento dello status quo fino alla decisione definitiva sull’abrogazione, con copertura dei costi da parte del Cantone. D’altro canto il Consiglio di Stato lo aveva messo nero su bianco nel suo messaggio dell’8 maggio: "Visto che le riserve della commissione" si legge "giungeranno presto ad esaurimento, la relativa spesa dovrà essere assunta direttamente dal Cantone".

Ma domani si valuterà anche una terza via, meno pacata delle altre. I commissari potrebbero infatti decidere di muoversi verso Palazzo delle Orsoline e chiedere un immediato faccia a faccia a Claudio Zali.

Maggiori dettagli nel Tg di TeleTicino a partire dalle 18:45

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