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LIA, "Cercheremo alternative"
LIA, "Cercheremo alternative"
LIA, "Cercheremo alternative"
Redazione
8 anni fa
Amanda Rückert: "Il referendum non è da vedere come una minaccia". Intanto gli artigiani minacciano il referendum

La sottocommissione della legislazione ritiene che una abrogazione sia necessaria per mettere un punto fermo e portare chiarezza sul tema LIA che oggi genera molta incertezza sia per gli artigiani sia per i committenti pubblici e privati. La Commissione di vigilanza esiste ancora ma non può essere operativa.

C'è comunque un concreto rischio referendum, perché l'UAE ha detto che se arriverà l'abrogazione e non sarà accompagnata da una misura sostitutiva si raccoglieranno le firme, come ha precisato ai microfoni di TeleTicino la presidente della Legislazione Amanda Rueckert: "Il referendum non è da vedere come una minaccia. Noi vogliamo arrivare in tempi brevi con una proposta alternativa. La Commissione della legislazione vorrebbe arrivare con delle proposte entro la fine dell'anno. Prima di tutto vorremmo abrogare la legge e analizzare le possibilità per una soluzione alternativa.

Tuttavia, forte di un sondaggio condotto tra gli associati, l’Unione delle associazioni dell’edilizia (UAE), non intende rinunciare alla LIA. 

La legge sulle imprese artigianali, per chi se lo fosse dimenticato, è stata approvata tre anni fa dalla quasi totalità del Gran Consiglio. E alle nostre latitudini, mettere d’accordo più o meno tutti è cosa assai rara. Pensata per combattere la concorrenza sleale di chi non rispetta le regole, impone agli artigiani l’iscrizione ad un albo. Naturalmente pagando.

Tutto perfetto, non fosse che tra ricorsi, raccolte firme, manifestazioni e polemiche, la Legge non ha mai avuto vita facile: neppure agli albori. È finita con il dietrofront del Consiglio di Stato che nel maggio di quest’anno ne ha chiesto l’abrogazione.

Formalmente, è attesa una decisione del Gran Consiglio, ma che la LIA sia un morto che cammina non è un segreto per nessuno. Tornando a noi e all’UAE: il 92% delle aziende che ha aderito al sondaggio, è convinta che il settore dell’artigianato necessiti una regolamentazione.

L’81% degli interpellati appoggia la LIA. Soltanto il 57% invece, è favorevole ad un albo su base volontaria. Così oggi l’associazione ha preso ufficialmente posizione: la struttura amministrativa della LIA non chiuderà a fine settembre, come invece vorrebbe il Governo. Il braccio di ferro ormai è palese e a quel pasticcio politico pare non esserci mai fine.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

CR

 

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