
Sul punto di partenza sono tutti d’accordo: così com’è, la Legge sulle imprese artigianali, al secolo la LIA, non s’ha da fare. Ma il suo spirito, tutelare il mercato interno, va salvato ad ogni costo.
È sui modi che la Legislazione si è infine spaccata in due. Sono per l’abrogazione tout court Lega, LaDestra, PLR e Verdi. Di qui le proposte della maggioranza: presentare un’iniziativa compatibile con il diritto superiore. Continuare a studiare delle controproposte. Non da ultimo, chiedere al Governo un progetto di riorganizzazione interna.
"Abbiamo cercato di vedere gli aspetti che non sono stati giudicati incompatibili con il diritto superiore, di permettere di avere un registro delle imprese a certe condizioni. Ma il tutto è da affinare, per questo si chiede al Gran Consiglio di dare mandato alla Commissione della legislazione per implementare l'iniziativa e parlare con gli attori principali", ha spiegato la co-relatrice di maggioranza Amanda Rückert ai microfoni di TeleTicino.
Nessun congelamento della legge insomma, come caldeggiato a suo tempo dal PLR, che ha infine deciso di aderire alla maggioranza. A profilarsi diversamente sono però stati i colleghi PPD e PS. La loro soluzione? Emendare direttamente la LIA. Due le modifiche principali: un obbligo di annuncio gratuito per tutti ed un albo facoltativo.
"Il decreto tiene conto di quanto indicato dal tribunale amministrativo. Siamo convinti che non ci sono problemi a livello giuridico. Abbiamo presentato un altro rapporto che propone di restituire agli artigiani ticinesi e svizzeri le tasse pagate per questo servizio", ha dichiarato Maurizio Agustoni, co-relatore di minoranza. "Condividiamo in larga misura i contenuti del rapporto di maggioranza. Riteniamo che l'ipotesi di un'abrogazione e di una nuova iniziativa sia poco efficiente e si rischia di portare il problema al prossimo Gran Consiglio".
Iniziativa che - ha spiegato Rückert, è già pronta ma" necessita di essere discussa con tutte le parti in causa, dagli artigiani fino al Consiglio di Stato".
Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45
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