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“L’Hockey dev’essere accessibile a tutti”
“L’Hockey dev’essere accessibile a tutti”
“L’Hockey dev’essere accessibile a tutti”
Redazione
9 anni fa
Luca Iapello, il Robin Hood del derby, ci spiega in esclusiva come è nata la sua battaglia contro UPC

Sta riscontrando un grande successo su Facebook la pagina “No alle partite di Hockey solo tramite via cavo” nata sull’onda della polemica degli ultimi giorni contro UPC, RSI e Lega (vedi articoli suggeriti). Ieri sera, sulla pagina è stato trasmesso – grazie alla funzione LIVE del social media – tutto l’incontro tra Lugano e Ambrì, permettendo a tantissimi tifosi di seguire il derby aggirando l’offerta UPC. Il numero di “spettatori” è cresciuto lungo l’arco della partita, arrivando a toccare addirittura picchi di 1'600 utenti collegati.

Abbiamo contattato Luca Iapello gestore della pagina, per farci raccontare cosa c’è dietro alla sua iniziativa.

Luca, innanzitutto spiegaci come è nata la pagina e quali sono le tue motivazioni.

“Ho aperto la pagina circa una settimana fa, ma in realtà seguo questo tema già da diverso tempo. Due mesi fa ho contattato UPC per mettere in evidenza il fatto che la rete via cavo (tramite cui è possibile accedere all’offerta MySports di UPC, ndr) non era presente su tutto il territorio e che anzi ci sono delle lacune molto importanti".

 Il problema che sollevi, in sostanza, è che anche comprando l’offerta di UPC, non tutti possono accedervi?

“Esatto, i diritti, il mercato e il pagamento mi vanno benissimo. Ma chi non ha accesso alla via cavo è escluso. UPC inoltre pubblicizzava il fatto di poter vedere l’hockey su IPhone o computer, ma in realtà questo è possibile solo per chi è già allacciato a UPC via cavo. Il punto quindi è: perché chi non ha questa possibilità deve essere escluso? Nonostante io abbia contattato l’azienda ponendo il problema, non si è comunque arrivati a una soluzione”.

Oltre ad aver contattato la UPC, ti sei rivolto anche all’ACSI, giusto?

“Sì. Ma bisogna fare delle premesse. La Swisscom ha ricorso contro la UPC, ma la Comco non ha deciso niente. Anzi, quando ho chiesto loro spiegazioni, mi hanno detto che l’indagine è in corso e che finché non si stabilisce se UPC ha violato o meno la legge, non si può fare niente. Ma le procedure potrebbero durare anni e anche se alla fine Swisscom avesse ragione, nel frattempo i tifosi che non sono allacciati al cavo rimarrebbero senza hockey. L’ACSI mi ha fatto capire, come già sospettavo, che la battaglia sarebbe stata “più grande di me”. Allora ho aperto la pagina FB e ho lanciato una petizione”.

Il tuo intento dunque, più che trasmettere le partite su FB, è di rendere accessibile l’hockey a tutti in modo legale?

“Esatto, va bene pagare, però tutti devono avere la possibilità di accedere all’offerta e non essere discriminati dalla presenza o meno della via cavo. La petizione sta riscontrando un buon successo in Ticino e da questo punto di vista sono soddisfatto”.

Dopo la diretta di ieri del derby, sicuramente avrai ancora più sostenitori. Come è andata?

“La diretta è nata per caso, la mia battaglia è un’altra. Ho pensato di filmare l’inizio della partita, poi da cosa nasce cosa. Da 150 visualizzazioni siamo arrivati a 1400 al terzo tempo, tantissimi hanno commentato e condiviso il post. Ci tengo però a ribadire che è stato un caso isolato, per ovvi motivi”.

Non hai avuto paura di ripercussioni legali?

“Non sono andato nel dettaglio a cercare informazioni, chiaramente qualche legge ci sarà. Ma in questo ambito ogni nazione ha le sue regole e non è ben chiaro quali siano le disposizioni in questo senso. Ma ripeto, si è trattato di un caso isolato.”

L’adesione che hai ricevuto sui social network è impressionante. Sei considerato il Robin Hood del derby…

“Sì, ho ricevuto tantissimi commenti positivi e molte persone si sono proposte per trasmettere anche le altre partite. Ma sinceramente credo che alla lunga la pagina verrebbe bloccata. Sono contento perché grazie alla diretta ho fatto conoscere la mia pagina, ma il messaggio che voglio far passare è un altro: hockey per tutti”.

Cosa pensi che accadrà ora?

“Credo di aver trovato una soluzione, su cui sto lavorando. Una ditta di San Gallo offre legalmente un tv box tramite cui si può avere qualsiasi operatore. Basta fare un abbonamento, collegarsi a internet e da lì attivare il pacchetto MySports di UPC. Ma è una cosa che ho appena scoperto, presto sarà possibile trovare tutte le informazioni sulla pagina Facebook o su un sito che ho appena creato e che è in fase di costruzione: lucaiap.altervista.org/hockey”

Dunque ora ci sarà una soluzione per ovviare al problema della via cavo…

"Sì, quello che mi fa rabbia però è che UPC non ne ha mai fatto parola. Questa possibilità risolverebbe almeno in parte il problema e con meno di 45fr sarà possibile vedere tutto".

Se non altro la consolazione è che sei riuscito a mettere d’accordo i tifosi di Ambrì e Lugano.

“Sì, grazie alla diretta credo di essere stato il primo a unire le due fedi. Ma lo ripeto ancora una volta, per me l’essenziale è che l’hockey, anche a pagamento, sia veramente accessibile a tutti. Il derby poi… sta a cuore a tutto il Ticino e vederselo togliere così ha scatenato una comprensibile reazione di rabbia”.

DV

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