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Ticino
"L'ha soffocata con una sciarpa"
"L'ha soffocata con una sciarpa"
"L'ha soffocata con una sciarpa"
Redazione
10 anni fa
Nuovi elementi nell'inchiesta sulla morte di Nadia Arcudi. Sembra esclusa una relazione sentimentale con il cognato

Non è stato né con un cuscino né con un sacchetto, che il 42enne informatico della SUPSI Michele Egli ha ucciso sua cognata Nadia Arcudi, lo scorso 14 ottobre a Stabio.

Stando a quanto scrive oggi il Corriere del Ticino, sia l'inchiesta svizzera che quella italiana avrebbero permesso di appurare che l'uomo ha invece utilizzato una sciarpa per soffocare la sua vittima. I due avrebbero avuto un litigio, durante il quale l'uomo avrebbe colpito alla nuca la donna, facendola cadere. Poi, una volta a terra, egli ha soffocato la sua vittima con una sciarpa, prima di infilarne la testa in un sacchetto e trasportarne il corpo dal primo piano della casa di via Cava al baule dell'auto e poi ai boschi di Rodero. Gli inquirenti ritengono però che l'uccisione non sia stata premeditata.

È stato intanto praticamente escluso che tra i due vi fosse una relazione sentimentale. Il movente del delitto sarebbe quindi legato unicamente all'eredità della casa di Stabio.

L'inchiesta della Procura di Como è ormai agli sgoccioli. Ci vorrà più tempo invece per concludere l'inchiesta ticinese condotta dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti, che nei prossimi giorni si recherà a Stabio con Michele Egli per la ricostruzione dei fatti. 

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