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Istruzione
"Lezioni private in crescita: lo specchio di una crisi della scuola", l'Mps lancia l'allarme
© Shutterstock
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Redazione
6 mesi fa
Quasi metà degli allievi di scuola media e un terzo degli studenti delle superiori ricorre a ripetizioni. L’MPS denuncia l’assenza di misure concrete e chiede interventi urgenti al Consiglio di Stato.

La questione delle lezioni private nella scuola turba non poco il Movimento per il Socialismo (Mps), il quale lo ritiene un problema grave e importante. Negli anni passati il tema era già stato oggetto di ricerche, come nel 2017, "che non erano tuttavia sfociate in misure concrete tese ad affrontare un fenomeno che appariva già allora cospicuo", scrive il movimento in  un'interpellanza inoltrata al Consiglio di Stato. A rilanciare la questione – perlomeno per l’ambito delle scuole medie superiori (SMS) – ci ha pensato, nella primavera del 2022, la Gioventù Anticapitalista (che raccoglie i giovani simpatizzanti dell’MPS) con un sondaggio effettuato al Liceo di Bellinzona. E i risultati parlavano chiaro: più di un terzo degli studenti ricorreva a lezioni private. È proprio sulla base di quei risultati che i deputati MPS presentavano, nell’aprile del 2022, una mozione nella quale sottolineavano "la serietà del problema e la quasi totale assenza di strumenti messi a disposizione degli istituti per affrontarlo, nell’ottica della scuola pubblica e di una risposta collettiva". In particolare, la mozione chiedeva uno studio approfondito sul tema e, comunque, di mettere subito a disposizione degli istituti un pacchetto di ore di insegnamento per le attività di recupero (ore supplementari, sportelli di sostegno, etc.). "Ci sono voluti quasi tre anni affinché questa mozione arrivasse ad essere discussa in Gran Consiglio, nel gennaio 2025. Malgrado il governo (sostenuto da tutti i partiti) avesse dichiarato la sua preoccupazione per il fenomeno, alla fine invitava il Parlamento (che lo seguiva su questa linea) '…a non dar seguito alle proposte contenute nell’atto parlamentare, ripromettendosi di condurre uno studio sul tema delle lezioni private che coinvolga anche il settore delle SMS e che verifichi le eventuali correlazione tra ricorso alle lezioni private e successo/insuccesso scolastico'”.

Lo studio in questione

Riassumendo, l'Mps lo ritiene un problema serio che va affrontato, e per cui "è necessario uno studio, di cui per il momento conosciamo soltanto il titolo e alcune indicazioni emerse nel corso della tradizionale conferenza stampa di inizio anno del DECS – è stato effettivamente realizzato". Questo è intitolato “A lezione fuori da scuola. Dieci anni dopo. Le lezioni private in Canton Ticino”, ed è stato condotto da due studiosi del CIRSE (Centro competenze innovazione e ricerca sui sistemi educativi). "Al momento in cui presentiamo questa interpellanza non è ancora stato reso pubblico. Non possiamo quindi valutarne l’esatto contenuto, né il metodo con quale è stato condotto", sottolineano nel testo. Nella conferenza stampa di inizio anno sono comunque state fornite alcune indicazioni sia sulle dimensioni del fenomeno, sia sulle proposte per affrontarlo. Dati e considerazioni sono stati riportati sia nella documentazione distribuita ai giornalisti, sia nelle dichiarazioni dei responsabili del DECS, sia nel comunicato riassuntivo del DECS. "L’aspetto senza dubbio più significativo riguarda i dati quantitativi relativi alla diffusione delle lezioni private, sintetizzati in un’unica tabella allegata alla documentazione. La tabella completa prende in considerazione anche il ricorso alle offerte di recupero organizzate dalla scuola e il contributo delle famiglie all’aiuto nello studio":

I dati

Uno studio commissionato dal DECS conferma un forte e crescente ricorso alle lezioni private nelle scuole ticinesi. Nelle scuole medie (SM), quasi un allievo su due delle classi III e IV (45,8%) prende ripetizioni, un dato più che raddoppiato rispetto al 18,5% rilevato nel 2017. Anche nelle scuole medie superiori (SMS) la pratica è diffusa: circa un terzo degli studenti vi ricorre, con una media del 37% in prima e del 28,5% in quarta. Nelle scuole professionali, inoltre, si registrano persistenti difficoltà nella parte scolastica del percorso formativo, confermate dai risultati insoddisfacenti agli esami di tirocinio. Per il Movimento per il Socialismo, che ha diffuso i dati, questi numeri sono "interessanti e al tempo stesso allarmanti. Già in occasione della nostra mozione avevamo raccolto segnali di un crescente ricorso alle lezioni private nella scuola media, ma non immaginavamo una diffusione di tali proporzioni", afferma il movimento, parlando di "un incremento notevole che mette in discussione i valori di inclusione e accessibilità della scuola pubblica". Il Dipartimento riconosce che le lezioni private accentuano le disparità sociali e annuncia soltanto un progetto pilota nella scuola media, volto a rafforzare le competenze di studio autonome e a potenziare il sostegno interno, ma senza indicare sede, tempi e misure concrete. L’MPS giudica queste promesse "poco più che dichiarazioni di principio, aria fritta in pedagogichese", sottolineando che "a tre anni e mezzo dalla nostra mozione e a otto anni dal primo studio non si intravvedono interventi seri, se non un vago progetto pilota limitato a una sola sede".

L'interpellanza

Sulla base delle considerazioni che precedono, l'Mps sottopone al governo le seguenti domande:

1. Alla luce del dato relativo alla scuola media (SMe) sul ricorso alle lezioni private, non ritiene necessario avviare con urgenza una riflessione approfondita sull’attuale situazione della SMe (sui percorsi formativi, sul carico delle lezioni, sulla didattica nelle materie che più frequentemente spingono al ricorso a lezioni private, etc.), una riflessione che deve andare ben al di là della questione del ricorso alle lezioni private che, a questo punto, appare un sintono di una crisi più profonda e strutturale?

2. Per la scuola media sono state annunciate misure generiche, tutte incentrate attorno ad un “progetto pilota”. In particolare: a) l’avvio di “un progetto pilota”: quali sono le misure concrete previste da questo “progetto, quando avrà inizio, quante classi di scuola media (e in quali sedi) saranno coinvolte, quante e quali risorse saranno a disposizione, su quanto tempo si estenderà? b) “Il coinvolgimento delle famiglie attraverso incontri informativi e formativi si intende rafforzare l’alleanza educativa a sostegno delle allieve e degli allievi”: al di là della possibile e banale interpretazione di un invito alle famiglie a sostenere e seguire i figli nello studio, dove, come, quando saranno organizzati questi incontri e quali saranno i contenuti concreti di questa “alleanza educativa”?

3. Per la scuola media superiore e per le scuole professionali non è stata annunciata alcuna misura concreta, pur riconoscendo che il problema è serio e persistente. Come si intende procedere?