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Abitazioni secondarie
Lex Weber, l'allentamento è ben visto anche in Ticino
Redazione
2 anni fa
La decisione degli Stati di permettere ai proprietari di case di vacanza di ampliare del 30% anche in caso di una demolizione o di una ricostruzione totale è ben vista nel nostro Cantone. Mattei: "Un toccasana per economia ed edilizia".

In futuro anche nei comuni con oltre il 20% di abitazioni secondarie si potranno ampliare le case di vacanza del 30% non solo in caso di trasformazione, ma anche se di demolisce e ricostruisce. Gli Stati hanno infatti accolto, con 27 voti contro 11 e 5 astenuti, l’iniziativa parlamentare di Martin Candinas (Centro). Il deputato grigionese in questo modo ha voluto dare una risposta alle grandi regioni turistiche del suo Cantone e del resto della Svizzera, dove molti edifici a scopo turistico vanno rimodernati e un ampliamento permetterebbe di rispettare standard più moderni.

Un allentamento ben visto anche in Ticino

A vedere con favore uno smussamento della Lex Weber, votata dal popolo nel 2012, non sono solo luoghi come l’Engadina o le grandi località sciistiche vallesane. Anche nelle nostre valli c’è chi pensa possa aiutare. Oggi siamo stati a Bignasco, quartiere del comune di Cevio, dove 3 case su 5 sono secondarie. "Ogni allentamento vuol dire maggior possibilità di operare sugli edifici attuali, che non sono più adatti a essere mantenuti o riattati”, commenta Germano Mattei, architetto e già granconsigliere. “Con questa possibilità di ampliamento, anche se non enorme, quantunque è qualcosa di positivo. Anche per l'economia e l'edilizia sarà un toccasana".

Le tempistiche

Dal Parlamento al territorio ci vuole tuttavia sempre un po’ di tempo. Un esempio è il condono degli abusi fuori zona dopo 30 anni che, approvato nel 2022, non è stato ancora applicato. Anche questo interessa molti rustici in Ticino. "Speriamo che sia un'applicazione veloce", prosegue Mattei. "Sicuramente Candinas sarà attento a cercare di sollecitare la Confederazione in modo che faccia i suoi compiti in tempi adeguati".

L’impatto della Lex Weber

La Lex Weber non è andata a tutelare solo le regioni del grande turismo, ma si è palesata anche nelle valli più discoste, dove le quote di abitazioni secondarie sono altissime. "Abbiamo il 60% di abitazioni secondarie, ciò è molto pesante”, sottolinea ancora Mattei. “Ogni intervento che si vuole fare, conta. Sono confrontato con un grosso progetto, che era destinato ad abitazioni secondarie, ma ora non è più possibile e sarà destinato ad abitazioni primarie”. Anche i contrari, però, hanno argomenti validi. La preoccupazione principale, oltre alla tutela del paesaggio, è quella che il florilegio di case di vacanza renda ancora più difficile trovare case e appartamenti per chi ambisce alla residenza. “Sicuramente anche la politica e gli interventi legislativi non potranno non tener conto di questa esigenza di creare abitazioni per i nostri giovani e le nostre famiglie. Trovo che turismo e gente locale debbano lavorare insieme”.