
L'ex municipale di Chiasso accusato di riciclaggio di denaro aggravato, falsità in documenti e infrazione alla legge federale sugli stranieri, a processo assieme al "banchiere della mafia" Franco Longo, non ci sta e, al Tribunale Penale Federale di Bellinzona, respinge ogni accusa.
Come riporta il Corriere del Ticino, l'ex fiduciario infatti non ritiene di aver commesso operazioni inusuali o sospette: "Così facevano tutti", spiega, ammettendo però "atti fiscalmente non adeguati per meri fini personali" verso l'Ufficio di tassazione di Mendrisio.
L'ex membro dell'esecutivo ha anche confermato di aver prodotto diversi documenti e aver fornito consulenze e consigli, senza tuttavia aver infranto la legge.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino, a pagina 13.
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