
Christian Levrat e Fulvio Pelli hanno fatto la pace. In una dichiarazione congiunta trasmessa oggi alla stampa, il presidente del Partito socialista svizzero riconosce di aver usato una "espressione inappropriata", dando del "bugiardo incallito" al suo omologo del PLR, che dal canto suo rinuncia alla minacciata denuncia penale.La riconciliazione fa seguito a un incontro avvenuto ieri, indicano i due presidenti nel comunicato stampa comune, aggiungendo: "Una politica senza rispetto dell'avversario non può essere una politica produttiva e non appartiene alla cultura dei due partiti PS e PLR".Levrat aveva attaccato duramente Pelli lo scorso 27 settembre, dopo la nuova ripartizione dei dipartimenti nel Consiglio federale in cui la neoletta rappresentante socialista Simonetta Sommaruga era stata relegata al poco ambito ministero di Giustizie e Polizia. "Si sapeva che il ticinese ama le manovre tattiche, ma non che è un bugiardo incallito", aveva dichiarato il consigliere nazionale friburghese.Pelli aveva ribattuto con la minaccia di una querela penale per calunnia. Nella dichiarazione congiunta, il politico ticinese riconosce che la sua può essere stata "una reazione eccessiva agli avvenimenti" e aggiunge che "la discussione tra i due presidenti ha permesso di regolare il loro contenzioso personale". Il consigliere nazionale ha dunque "deciso di rinunciare a presentare una denuncia penale".Pelli e Levrat hanno "convenuto che non ci saranno commenti ulteriori sulla questione e che il dibattito tra i due partiti deve proseguire sulla base di temi politici".
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