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Ritom
Leventina sotto shock: «Perdere un giovane così per Dalpe è una tragedia»
Redazione
6 ore fa
Dalpe piange il 18enne morto nell’esplosione alla vecchia centrale del Ritom. I pompieri: «C’era il timore di una nuova esplosione».

Bandiera a mezz’asta sulla casa comunale di Dalpe, in segno di lutto per la morte di Damiano, l’apprendista di 18 anni deceduto nell’esplosione avvenuta alla vecchia centrale del Ritom. Una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità.

Profondamente legato al paese e alla valle

Damiano era profondamente radicato nel paese e in valle. Suo nonno era stato alla guida dell’esecutivo comunale per oltre trent’anni, mentre il padre è l’attuale vicesindaco di Dalpe. Il sindaco Mauro Fransioli, visibilmente provato, ha fatto visita alla famiglia insieme al cancelliere comunale. «Perdere un giovane così per Dalpe è una tragedia», ha raccontato con la voce spezzata dall’emozione. A straziare ulteriormente è una frase riferita dal padre: «Ci ha detto che amava il suo lavoro».

Anche Piotta si è risvegliata sotto shock. Molti residenti conoscevano Damiano, lo hanno visto crescere e frequentare la scuola in paese. Vicino alla centrale, dove la strada resta sbarrata, sono stati deposti un mazzo di fiori e una fotografia del giovane con la scritta: «Ci mancherai».

L’altra vittima dell’esplosione, un operaio di 55 anni, viveva nel Luganese ed era dunque meno conosciuto dai residenti, anche se molti ne ricordano il volto per averlo incrociato al ristorante durante la pausa pranzo. A Piotta, come a Dalpe, il lutto è manifestato nel silenzio, nella discrezione e in poche parole di sgomento.

La gestione dell'intervento dopo l'esplosione

Per capire come è stato gestito l’intervento dopo l’esplosione, abbiamo intervistato Mattia Vassalli, vicecomandante del Centro di soccorso cantonale di Biasca e uno dei responsabili delle operazioni. I primi momenti sono stati particolarmente delicati. «Appena abbiamo saputo che c’erano delle persone all’interno, in questi casi la preoccupazione aumenta e la priorità diventa salvare le persone», racconta. I soccorritori hanno dovuto fare i conti anche con il rischio di una nuova esplosione. «Era comunque rischioso rientrare», spiega Vassalli. Per questo sono stati chiamati gli specialisti chimici del Centro di soccorso cantonale di Bellinzona, incaricati di verificare l’eventuale presenza di gas o sostanze pericolose. Nel frattempo proseguono gli accertamenti della polizia scientifica e dei tecnici per chiarire le cause dell’esplosione.