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Ticino
Levata di scudi ticinese contro il fiscovelox
Redazione
17 anni fa
Dopo la denuncia di Lega e OCST atto parlamentare del PPD. Pedrazzini al TG: il Governo scriverà a Berna

Prima erano posizionati alla dogana di Brogeda e da qualche tempo sono comparsi anche a quella di Ponte Tresa. In Ticino sono sempre di più le voci che si levano per denunciare i fiscovelox. Ieri il deputato leghista Lorenzo Quadri ha inoltrato al Governo un’interrogazione. Oggi il sindacato OCST chiede alle autorità cantonali e federali di intervenire. E sempre oggi anche il PPD inoltra un'interrogazione sulla questione chiedendo un intervento del Consiglio di Stato. Quadri: “Attacchi all’economia ticinese e violazioni della privacy” “La presenza di questi apparecchi, oltre a costituire il solito attacco alla piazza finanziaria ticinese, è un evidente deterrente al turista italiano che varca il confine per fare acquisti in Ticino”, scrive come premessa il deputato leghista Lorenzo Quadri. Ma va oltre, dichiarando che secondo alcuni esperti gli apparecchi non scatterebbero solo fotografie, ma realizzerebbero filmati “dai quali vengono estrapolate le immagini ritenute interessanti, che vengono poi esaminate dalla Guardia di finanza italiana”. Meinrado Robbiani: “Sfera privata allo sbaraglio” Secondo il segretario cantonale dell’OCST Meinrado Robbiani, I fiscovelox ledono il rispetto della sfera privata, avendo anche un impatto politico ed economico negativo per il Ticino. Ma non solo. Per Robbiani inoltre rappresentano n atto irrispettoso verso la Svizzera. E quindi l’OCST sollecita “le autorità cantonali e federali a farsi interpreti, nei confronti delle istituzioni regionali e del governo italiano, del disagio rilevabile tra la popolazione locale ed anche tra quella frontaliera, esigendo l’adeguamento sollecito e persino la rinuncia ai metodi di controllo che ledono i diritti della persona, che esercitano un riverbero negativo sulle relazioni tra le regioni frontaliere limitrofe e che incrinano i rapporti tra i due Stati”. Il PPD: “Le telecamere alle frontiere incrinano le relazioni tra gli Stati” In tandem con l’OCST, anche il PPD ha presentato al Governo l’interrogazione “Telecamere alle frontiere – atteggiamento da denunciare che sfavorisce il Ticino e che incrina le relazioni tra gli Stati”. Il deputato Gianni Guidicelli, a nome del gruppo parlamentare, sollecita il Consiglio di Stato, chiedendo: “Non ritiene il Consiglio di Stato di dover intervenire con urgenza presso l’Autorità federale per chiedere sostegno e difesa?”. E ancora: “Non reputa il Consiglio di Stato di dover attivarsi direttamente nei confronti delle Autorità regionali italiane confinanti?”. Bertoli: “I problemi più pressanti non sono questi” Il partito socialista non presenterà alcuna interrogazione né si esprimerà sul tema dei fiscovelox. È quanto ci dice il presidente socialista Manuele Bertoli, che osserva: “Penso che onestamente i problemi più pressanti per i ticinesi non sono quelli”. E termina dichiarando che il PS si è già pronunciato sullo scudo fiscale.Giovanni Merlini: “Queste misure intimidatorie danneggiano pure il nostro turismo"“Noi ci siamo ripetutamente espressi rispetto a queste misure lesive della privacy del Governo italiano. E le abbiamo condannate prima di Natale”, ci dice invece il presidente del PLRT Giovanni Merlini. “Certo, per la Svizzera non è semplice modificare queste cose, perché si tratta di provvedimenti adottati da un governo sul suo territorio. Berna deve far sapere al Governo italiano come la pensa su queste misure intimidatorie che danneggiano pure il nostro turismo”, prosegue Merlini. Secondo il presidente del PLRT ora occorre valutare l’evolvere della situazione, “ritenuto che il Governo ticinese è determinato a tenere sotto pressione Berna. Per le competenze cantonali, il Governo ha già mandato segnali chiari. Ci riserviamo di monitorare la situazione”. La reazione del m

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