
A circa un anno di distanza dal precedente episodio di Bissone, ieri un nuovo incidente di camion ha riaperto la discussione sulla sicurezza dell'autostrada in Ticino, e in particolare sulla resistenza dei guardrail centrali.
Guardrail che, malgrado le rassicurazioni di Doris Leuthard, non hanno retto all'impatto del camion.
Rassicurazioni, sì. Perché nel giugno 2013, poco dopo il terribile incidente di Bissone, un privato cittadino di Morcote, Tiziano Vicari, aveva inviato una missiva alla consigliera federale per esporre le proprie perplessità sulla sicurezza dei guardrail autostradali.
Doris Leuthard aveva risposto personalmente a Vicari, ringraziandolo per il suo scritto e assicurandogli che "la struttura delle barriere di contenimento è studiata in modo da resistere agli urti e contemporaneamente deformarsi per assorbire l'energia cinetica in essi prodotta."
"In sostanza queste barriere non devono essere troppo rigide per evitare gravi conseguenze sulle automobili, ma devono comunque impedire ai mezzi pesanti di attraversare completamente la carreggiata opposta" scriveva ancora la consigliera federale. "A livello nazionale, eventuali vecchi sistemi di ritenuta ancora presenti vengono sostituiti o adattati in base alle normative vigenti, proprio per raggiungere l'effetto sopra illustrato."
Vicari fa notare come ieri quanto asserito da Doris Leuthard non ha corrisposto a realtà. "Purtroppo la tesi della signora Leuthard è stata smentita. Il bisonte della strada ha completamente invaso la corsia di contromano" afferma il privato cittadino. "Tenuto conto che le nostre autostrade stanno diventando sempre più delle camionstrade e che sono state costruite quando circolavano solo le 17 tonnellate, riconfermo che la situazione è ad alto rischio per gli automobilisti."
Vicari aveva segnalato la situazione di pericolosità legata alle barriere di contenimento sulla A2 anche al Ministero pubblico, tramite una denuncia. Ma non ha mai ottenuto risposta.
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