
"Questo voto è la rappresentazione di un paese spaccato a metà. Non siamo di fronte ad un esito netto, per i britannici l'Unione europea ha qualcosa di buono, ma dall'altra pensano che c'è ancora molto da fare, da migliorare". Questa la prima lettura dell'economista, ricercatrice e docente all'Usi e alla Supsi Amalia Mirante sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea.
Secondo lei cosa succederà ora alla Gran Bretagna?
"I primi segnali sono quelli dell’incertezza. Non è ancora possibile prevedere con esattezza cosa avverrà. Però mi sento di dire che, secondo me, le conseguenze per la Gran Bretagna non saranno così grandi. L'Unione europea non ha sicuramente intenzione di voler cercare lo scontro con un Paese come il Regno Unito. E di sicuro non ci sarà nessuna vendetta dall'UE in merito a questo voto".
Ora la Gran Bretagna potrebbe diventare un partner per la Svizzera nelle trattative con l’Unione europea?
"I due paesi hanno realtà molto differenti l’una dall’altra. Non credo. Bisogna anche dire che l’iter per l’uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea è ancora molto lungo, si parla di qualche anno".
Secondo lei chi potrebbe sostituire il primo ministro David Cameron dimessosi dopo il voto?
"È difficile a dirsi. Secondo me è importante che sia una persona diplomatica, e che comunque, tenga una mano tesa verso l’Unione europea".
CF
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