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Ticino
Letti freddi, i comuni impallinano la tassa
Redazione
12 anni fa
Per l'ACT la proposta del DFE colpirebbe soprattutto i ticinesi, e inoltre, sarebbe un regalo avvelenato

L'Associazione dei Comuni ticinesi impallina la tassa proposta dal DFE e avallata dal Consiglio di Stato sui "letti freddi".

Un balzello che ricordiamo, frutterebbe agli enti locali 22 milioni di franchi, e che prevede di emettere un'imposta sulle residenze secondarie non occupate, su un periodo di 90 giorni l'anno.

L'ACT sottolinea che in un periodo dove si auspica e si pretende la riduzione del carico fiscale; con questo provvedimento si va in direzione opposta.

La proposta inoltre stando ai comuni, "rischierebbe di creare un pericoloso precedente in quanto ad altre pretese di tasse comunali ad hoc".

L'imposta stando all'ACT inoltre colpirebbe soprattutto i ticinesi ed in particolare i proprietari di rustici anche per il fatto che dovendo essere emessa con una percentuale unica per tutto un Comune non si potrebbe tener conto delle eventuali differenze di tipo di abitazione secondaria.

Non da ultimo, i comuni sottolineano, che il provvedimento potrebbe rivelarsi una sorta di regalo avvelenato per i Comuni, visto che il Cantone potrebbe giustificare un successivo travaso di oneri finanziari Cantone-Comuni, con l’opportunità data ai Comuni di incassare questa nuova imposta.

Infine secondo l'ACT sono innegabili le difficoltà per il controllo dei 90 giorni di occupazione delle residenze secondari.

Christian Fini

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