
Il presidente dell PPD Ticino Fiorenzo Dadò e il suo vice Marco Passalia hanno ricevuto quest'oggi delle minacce attraverso una lettera anonima recapitata allo stesso Dadò.
Nella missiva si "consiglierebbe" al presidente del PPD di "richiamare all'ordine" Passalia e abbandonare l'idea di lanciare un referendum contro il posizionamento dei semafori, approvati l'11 dicembre dal Gran Consiglio, che sostituiranno tre rotonde fra Cadenazzo e Quartino (vedi articoli suggeriti).
I toni della lettera sono, come detto, minacciosi. "Le consigliamo di richiamare all'ordine il suo collega molto in fretta prima che sia tardi", si legge nel documento, o ancora: "Noi le consigliamo di intervenire subito per il bene di tutti senza farsi male".
Dal canto suo, Dadò risponde così su Facebook: "In Ticino esiste ancora la democrazia e la libertà di esprimere le proprie opinioni o siamo sotto dittatura? Ci devono essere dei grossi interessi nascosti dietro tutta questa storia per arrivare a tanto, se no non si spiegano simili spregevoli gesti".
"Ai coraggiosi cittadini che firmano anonimamente questa lettera - continua il presidente dell PPD Ticino - rispondo nella più completa tranquillità che è assicurata già sin d’ora la più totale autonomia e indipendenza a Marco Passalia e a tutti coloro che riterranno utile e necessario proporre un Referendum per permettere alla popolazione di esprimere nelle urne il loro libero parere sull’utilizzo di diversi milioni di franchi per togliere le rotonde e posare dei semafori".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

