Cerca e trova immobili
Vino
L’estate temporalesca mette alla prova i viticoltori
Redazione
3 anni fa
Dalla siccità dell’estate scorsa all’eccessiva umidità di quest’anno. Per i viticoltori la sfida non è più quella di irrigare ma di proteggere i vitigni dalle malattie: la peronospora in particolare. Siamo stati in un’azienda del Mendrisiotto per capire com’è la situazione tra i filari a circa due mesi dalla vendemmia.

Canicola, temporali rotanti e grandinate. L’estate pazzerella del 2023 sta mettendo a dura prova anche i viticoltori. Se l’anno scorso il problema del Mendrisiotto era la siccità, quest’anno di acqua ne sta arrivando fin troppa. Ci siamo recati presso l’azienda vitivinicola di Rudy Studer a Novazzano per capire com’è la situazione tra i filari a circa 2 mesi dalla vendemmia. Girando nei vigneti non abbiamo potuto non notare che ci sono effettivamente alcune viti talmente cariche di acini da richiedere un alleggerimento, scegliendo con cura quali grappoli tagliare e quali far continuare a maturare.

Dalla siccità all’umidità

Le rigogliose piante ricche di acini fanno quasi dimenticare l’estate passata, quando l’emergenza siccità costringeva gli agricoltori ad attingere alle riserve idriche. Quest'anno, invece, è l’estate dei temporali e delle grandinate, che finora non hanno causato fortunatamente danni nel Mendrisiotto, anche se ci sono state delle precipitazioni che hanno dissestato il terreno, dando un bel po’ di lavoro ai viticoltori. “Abbiamo degli altri problemi nella gestione delle malattie, quest’anno più impegnativa”, ci ha spiegato Studer, sottolineando che bisogna stare attenti “a fare i trattamenti al momento giusto, così come nella gestione del verde perché c’è molta più erba e vigna dell’anno scorso”. Anche se l’irrigazione è meno richiesta, il lavoro è comunque tanto, basta infatti pensare alle potature o a tutti i lavori che vanno svolti durante i mesi estivi.

La minaccia della peronospora

L’insidia principale è però la peronospora, un fungo che attacca le foglie e i grappoli e che vede nella meteo ballerina una sua preziosa alleata. “Quando arriva il temporale serale, le foglie e i grappoli restano bagnati tutta la notte ed è in quel momento che la peronospora – colpendo di notte –  diventa più aggressiva”. Una bagnatura fogliare di 12-14 ore “crea dei problemi. Inoltre ci impedisce di iniziare a lavorare presto perché l’uva è ancora bagnata e bisogna sperare che durante la giornata non si verifichi qualche temporale pomeridiano”.

Il coleottero giapponese

Camminando tra i filari abbiamo notato alcune foglie rosicchiate. Il colpevole? Il coleottero giapponese, un altro grande nemico di vigneti e piante da frutta. Questa specie è nel mirino del servizio fitosanitario cantonale, anche se per ora la situazione, ci dice sempre Rudy Studer, pare migliorata. “Quest’anno sembra andare meglio dell’anno scorso. Noi supponiamo - anche se bisogna aspettare gli esiti dell’ufficio fitosanitario - che l’estate siccitosa del 2022 gli abbia impedito di riprodursi visto che per farlo hanno bisogno di terreni umidi”. Quest’anno la paura è quindi calata, “ma per gli anni futuri i timori ci sono, perché è un parassita che non conosciamo”. Insomma, a circa due mesi dalla vendemmia le premesse per una buona annata non mancano. “Nei prossimi giorni l’uva cambierà colore e ci sarà l’invaiatura. Questo è rassicurante perché quando l’uva inizia a cambiar colore non si ammala più, lo fa solo quando gli acini sono verdi. Siamo quindi abbastanza tranquilli, fino adesso è andata bene. Finché non si farà vendemmia, però, non si può essere totalmente tranquilli”, ha concluso Studer.