
Ammonta a circa mezzo milione di franchi all'anno il maggior costo che il Canton Ticino dovrà sopportare a partire dal prossimo 1° ottobre, quando entrerà in vigore la modifica di legge per l'attuazione dell'iniziativa per l'espulsione dei criminali stranieri.
Lo ha spiegato ieri a Lugano il sostituto procuratore generale Antonio Perugini, come riportano oggi il Corriere del Ticino e La Regione.
Il maggior costo è dovuto al fatto che il numero di processi aumenterà notevolmente: se ne stimano migliaia in più in Svizzera e almeno duecento in più in Ticino.
Finora infatti i reati minore potevano essere oggetto di un semplice decreto d'accusa firmato da un procuratore, mentre dal 1° ottobre "l'espulsione andrà decretata solamente da un giudice", spiega Perugini sul quotidiano bellinzonese.
Un esempio è quello del furto con violazione di domicilio. "Per questo delitto si registra una casistica numerosa che finora veniva liquidata con un decreto d'accusa" dichiara Perugini. "Ora invece un simile furto, anche solo tentato, sarà passibile di atto d'accusa, difesa obbligatoria e processo penale."
"In Ticino ci saranno almeno duecento processi in più all'anno, dei quali circa centoventi per casi che oggi richiedono solo un decreto firmato da un procuratore" afferma ancora Perugini, prima di passare ai costi. "Un processo in Pretura o alle Correzionali richiede al minimo otto-dieci ore di impegno tra verbale di polizia, disanima degli atti dibattimento e via dicendo. Dato che in questi casi la tariffa media per i difensori è di 180-200 franchi l'ora, si arriverebbe a un totale di 2'000 franchi a processo."
C'è il rischio che il Cantone debba assumere nuovi magistrati, ma su questo aspetto Perugini preferisce non esprimersi. "Noi ci impegneremo per applicare alla lettera le nuove norme" dichiara. "Poi si vedrà se si sarà in grado di gestire l'aggravio procedurale."
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