
Come annunciato settimana scorsa dal ministro dell'Interno italiano Marco Minniti, a partire da ieri l'Italia ha sospeso per 20 giorni il trattato di Schengen e ha ripristinato i controlli alle frontiere, tra cui quelle con il Canton Ticino, "al fine di garantire lo svolgimento regolare e ordinato del vertice del G7 che si terrà a Taormina il 26 e il 27 maggio". Particolarmente interessati dalla misura, che prevede un potenziamento degli effettivi (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza ma anche Esercito) e del servizio di retrovalico, la ferrovia Milano-Chiasso e l'asse autostradale.
Presso il valico di Ponte Chiasso, ad esempio, da ieri i militi della Guardia di Finanza hanno ricevuto rinforzi dall’Esercito italiano. Un massiccio rafforzamento del dispositivo di sicurezza visibile dagli automobilisti in transito, che pero riguarda solo l’Italia. “Per noi cambia poco – ci spiega il portavoce delle Guardie di Confine Mirco Ricci – La presenza di questi rinforzi al confine è ben visibile ma noi non svolgiamo controlli congiunti straordinari”.
La decisione italiana non ha quindi stravolto nulla, e anche a livello comunicativo, ci spiega ancora Ricci, vi è stata massima trasparenza. L’attività delle Guardie di Confine, come detto, non ha subito modifiche sostanziali e fortunatamente non si sono verificati altri episodi di migranti che hanno tentato di entrare in Svizzera rischiando la vita, ad esempio nascosti nei treni merci oppure sui tetti dei TILO. Gli arrivi sono inoltre scesi a meno di 300 a settimana.
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