
Si surriscalda il clima politico oltrefrontiera, dopo che si è diffusa la notizia della possibile mobilitazione dell’Esercito svizzero in caso di emergenza profughi. Ricordiamo che 2000 militari sono stati allertati e potrebbero affiancarsi alle guardie di confine nel caso in cui la pressione dei migranti ai confini con la Svizzera dovesse raggiungere i 30mila arrivi in pochi giorni.
La mobilitazione ha raccolto il sostegno dei leghisti, come si legge su La Provincia di Varese. "Di primo acchito mi verrebbe da dire: speriamo che vengano 15 chilometri più in giù", scherza il segretario provinciale della Lega Nord e sindaco di Morazzone Matteo Bianchi. "Nel merito però, rifletto sul fatto che un mondo senza confini è un’utopia irrealizzabile, frutto dell’ideologia di sinistra e del pacifismo strumentale degli ultimi decenni in Europa. Bene fanno gli Stati a controllare le loro frontiere a tutela dei cittadini. Abbiamo oltre confine un mondo normale che non si piega ai beceri buonismi, mentre di qua siamo allo sbando per colpa di un governo schiavo di ideologie buoniste - ammette Bianchi - Certo il problema si riverserà sui nostri confini, ma quello che più conta è che non siano gli enti locali a pagarne le conseguenze".
Anche il segretario della Lega Nord Matteo Salvini gli fa eco: "La Svizzera presidierà i confini? Va che scemi gli svizzeri? L’Austria controlla il Brennero? Che gente strana. Come se voi tornando a casa alla sera, una volta rientrati in casa, chiudeste la porta. Che gente di poca fede: perché chiudere la porta quando si rientra in casa? Tanto c’è in giro solo gente perbene. Perché chiudere le frontiere? Tanto entrano solo risorse. Gli svizzeri hanno le idee chiare, come gli austriaci, gli ungheresi, gli svedesi, i tedeschi, i francesi. Purtroppo mi sembra che l’unico governo con le idee poco chiare sia quello di Renzi. Anche io spero in un futuro senza muri, eserciti e barriere, però un controllo di chi entra e chi esce in Italia è doveroso".
L'ipotesi di una mobilitazione non piace però a tutti. Molti temono un effetto-Brennero anche ai valichi tra Svizzera e Italia. L'europarlamentare Lara Comi (Forza Italia) la ritiene un'eventualità dannosa per i frontalieri e per l'economia lombarda: "Sarebbe un danno per i nostri frontalieri e le nostre imprese. Chi vuole la chiusura delle frontiere non ama il nostro Paese. Coldiretti ha stimato in dieci miliardi di euro l’impatto economico negativo della chiusura della frontiera del Brennero. Pensiamo a cosa potrebbe succedere se qualcosa di simile dovesse verificarsi ai nostri valichi: cosa succederebbe agli oltre 25mila frontalieri della provincia di Varese e alle imprese che operano in Canton Ticino?".
La Comi decide di giocare la carta del patriottismo: "Sono una parlamentare italiana, eletta dai cittadini italiani, amo la mia patria e penso alla dignità dei nostri lavoratori e delle nostre imprese. Chiudere le frontiere interne in Europa sarebbe un suicidio e metterebbe in crisi il nostro sistema economico. Chi ama l’Italia chiede di lasciare aperte le frontiere interne e di rafforzare i controlli su quelle esterne. Chi è per la chiusura delle frontiere non ama l’Italia, gli italiani, i frontalieri e le Pmi".
Oltre all'amore per la propria patria, però, ci sono motivazioni ben più pragmatiche: "Se Svizzera e Austria dovessero schierare l’esercito per fermare i migranti, il problema dovremmo gestirlo noi, conclude Comi.
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