
Urne chiuse poco fa e a breve si saprà se il popolo ha dato il via libera al credito di 6,7 milioni necessario per la sperimentazione de "La scuoa che verrà". In caso di esito positivo, la fase test prenderà avvio nelle medie di Acquarossa, Biasca, Caslano e Tesserete e nelle scuole comunali (elementari e asilo) di Cadenazzo, Coldrerio e Paradiso prenderà il via da settembre 2019 per tre anni la fase di test della riforma che mira a rinnovare la scuola dell’obbligo.
La riforma della scuole dell'obbligo targata DECS è stata approvata dal Gran Consiglio ticinese con 51 voti contro 19 (5 le astensioni), salvo poi essere congelata dal referendum garzie alle 9’414 firme raccolte.
I sostenitori del progetto ritengono che "permetterà a ogni allievo di essere seguito più da vicino in modo che apprenda meglio e in base alle proprie potenzialità", oltre che essere il frutto di un lungo percorso di approfondimento e dibattito che ha portato anche a una rielaborazione rispetto al progetto iniziale. Verranno introdotti atelier e laboratori "che saranno benefici per gli allievi" e verranno migliorate le condizioni di insegnamento «che permetteranno una didattica più efficace". Verranno inoltre "superate le separazioni rigide definitive ed inefficaci" che sono gli attuali livelli A e B.
Il Comitato referendario - formato da UDC, Lega, LaDestra e una minoranza del PLR - ritiene invece che avviare la sperimentazione equivalga di fatto ad avallare la riforma. Quest'ultima è però considerata "una risposta sbagliata a un problema serio" e va bocciata in quanto "prevale un’impostazione sproporzionata sulle competenze pedagogico-sociali anziché su quelle istruttivo-tecniche". Inoltre, sostengono, l'inclusività "è portata all’eccesso, che fa calare il livello scolastico di tutti". La riforma, proseguono, sarebbe inoltre calata dall'alto e non appoggiata "né dai docenti, né dagli allievi, né dai genitori, ma imposta unilateralmente".
LA DIRETTA
Ore 12.34 - Dopo 60 Comuni scrutinati il credito è bocciato con il 57,7% dei voti
Ore 12.45 - Dopo 75 Comuni scrutinati i no sono al 56,9%
Ore 12.48 - Dopo 85 Comuni scrutinari la percentuale dei no è del 56,3%
Ore 13 - 95 dei 115 Comuni ticinesi bocciano i 6,7 milioni per avviare la fase test della riforma con il 56,3% dei voti.
Ore 13.05 - Sono 103 i Comuni scrutinati. La percentuale dei no resta in testa con il 56,5%.
Ore 13.18 - Mancano solo 5 Comuni ad essere scrutinati. Si conferma il vantaggio del no, al 56,4%
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