
Dieci anni fa il Ticino si trovò improvvisamente in lutto per la morte di Giuseppe Buffi, all’epoca presidente del Governo. A Chioggia con la famiglia, Buffi ebbe un infarto in auto che lo fece schiantare contro un palo. Oggi ricorre il decimo anniversario dalla morte di Buffi, che a 62 anni poteva vantare una poliedrica esperienza professionale: giornalista, docente, deputato e consigliere di Stato. Un anno prima di morire era diventato presidente del Festival del Film di Locarno. Dal 1975 al 1986 assunse la direzione del quotidiano Il Dovere, poi divenne consigliere di Stato. Ma prima fu pure deputato in Gran Consiglio, municipale e vicesindaco di Bellinzona. In Governo, Buffi tornò ad occuparsi di educazione assumendo la direzione del Dipartimento della pubblica educazione. E non da ultimo, diede un impulso importante per la nascita dell’Università della Svizzera italiana a Lugano. Lo ricorda il consigliere di Stato Gabriele Gendotti, intervistato da Radio 3iii. “L’eredità ricevuta da Buffi è stata molto importante. Abbiamo trovato un dipartimento ben organizzato, con delle fondamenta solide sia per quanto riguarda la scuola pubblica e professionale sia per l’università”. “Ripeto - termina Gendotti - che la creazione dell’università ha costituito il passo in avanti più importante del Ticino degli ultimi 50-100 anni. È un passo fondamental, che permetterà ulteriormente di crescere, di avere contatti con il mondo universitario svizzero e internazionale e di essere presenti nell’ambito della ricerca. E non dimentichiamo l’indotto che produce questa presenza nel mondo accademico. Credo che alla fine sia stato possibile creare, negli ultimi 10 anni, quasi 2000 nuovi posti di lavoro”.
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