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L'intervista
"L'eredità di Boas Erez è importante"
Immagine Ticinonews
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Teleticino
4 anni fa
Oggi sono ricominciate le lezioni in tutte le università svizzere. Quest'anno accademico si apre all'Usi sotto la guida del prorettore vicario Lorenzo Cantoni. "Il nuovo rettore? Penso sapremo chi sarà prima di Natale".

In tutta la Svizzera oggi sono ricominciate le lezioni universitarie. Non fa eccezione l'Università della Svizzera italiana. Quest'anno, tuttavia, l'inizio del semestre all'Usi è più particolare del solito: alla testa dell'istituto, infatti, in assenza di un rettore vero e proprio dopo le dimissioni di Boas Erez, c'è un "prorettore vicario". La funzione è ricoperta dal professor Lorenzo Cantoni, che abbiamo incontrato.

Oggi è il primo giorno dell'anno accademico. Quali sono le sue sensazioni?

Un po' di emozione c'è sempre quando inizia un anno accademico. Vedere tutti gli studenti in aula senza distanziamento sociale e senza preoccupazioni particolari è una grande soddisfazione e una grande emozione.

Si riprende dopo un periodo difficile, caratterizzato dalla pandemia prima e dalle polemiche poi causate dalla partenza di Boas Erez.

La pandemia è stata una grande sfida per tutti, anche per le famiglie, dal punto di vista economico: supportare dei figli agli studi non è infatti banale. Se pensiamo anche in generale al mercato europeo dei nostri studenti, il cambio franco-euro ha comportato un aumento dei costi del 20% per alcuni di loro. A questo proposito, bisogna inoltre ricordare come l'inflazione stia colpendo di più l'area Euro rispetto alla Svizzera. Per noi è quindi una grande soddisfazione potere dire che, nonostante le difficoltà, l'Università rimane molto attrattiva e riesca ad attrarre, forse, anche più studenti dei due migliori anni della sua storia. Sicuramente l'Università è stata sui media anche per il termine anticipato del servizio del rettore Erez, però questo non credo abbia influito sui numeri degli studenti.

Qual è l'eredità che le lascia Boas Erez?

Un'eredità importante. Ho provato a suggerire tre anelli nella storia dell'Università della Svizzera italiana: all'inizio avevamo un precedente che è anche rettore, Marco Baggiolini, che ha posto il primo anello, ovvero la costruzione di un'università nella Svizzera italiana dove non c'era un istituto del genere, attraendo ottimi docenti e tanti studenti. Il secondo anello è stato posto da Piero Martinoli, il quale si è concentrato sull'altra missione dell'università, ovvero quella della ricerca, insistendo molto su questo punto e aiutando così l'università a crescere ulteriormente. Credo infine che il rettore Boas Erez abbia aggiunto la componente del servizio, ricordandoci la nostra grande responsabilità nei confronti del territorio dove ci troviamo. Erez ha inoltre permesso di unire sia le varie facoltà sia i vari campus, ampliandoli: oggi abbiamo il campus a Mendrisio con architettura, a Lugano il campus Ovest e il campus Est condiviso con gli amici della Supsi, a Bellinzona gli istituti affiliati che fanno ricerca soprattutto in ambito biomedico, ma stiamo anche per aprire la Casa della sostenibilità ad Airolo. L'Usi si è declinata sul territorio del cantone in maniera più ampia e credo che questa sia una sua eredità molto importante.

I nuovi immatricolati ad oggi sono 1'261. È un numero interessante.

Direi di sì. I due migliori anni in quanto a nuove immatricolazioni sono stati il 2021/2022 - con 1'309 - e l'anno precedente con 1'209. Oggi essere a questo numero ci fa sperare di fare un nuovo record nel 2022/2023, quindi superando le 1'309 immatricolazioni dello scorso anno accademico. Dobbiamo aspettare qualche giorno per avere numeri più stabili.

Quando verrà nominato il nuovo rettore?

Non sono candidato e sono al di fuori del processo di selezione e nomina. Sono interessato, come lei e molti altri, a sapere chi sarà. Penso che prima di Natale lo sapremo.

 

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