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Ticino
Leoni si era scusato
Redazione
11 anni fa
Il Governo giustifica l'assenza dell'alto funzionario all'assemblea dei cacciatori del 9 maggio. "C'è stato un disguido"

Per il terzo anno consecutivo il capo dell'Ufficio caccia e pesca, signor Giorgio Leoni, si è distinto per la sua assenza all'assemblea della Federazione ticinese dei cacciatori, tenutasi lo scorso 9 maggio. Un'assenza che aveva spiazzato pure il consigliere di Stato Claudio Zali e che il presidente federativo Fabio Regazzi aveva definito "inammissibile" (vedi articolo correlato).

Lo scrivevano lo scorso 15 maggio in un atto parlamentare i deputati PLR Franco Celio, Roberto Badaracco, Giorgio Galusero, Walter Gianora, Fabio Käppeli e Fabio Schnellmann, chiedendo al Governo se la presenza dell'alto funzionario all'assemblea fosse un suo dovere oppure un semplice "optional".

"Può detto funzionario andare in vacanza come e quando gli pare, senza tener conto di appuntamenti che, a lume di buon senso, richiederebbero la sua presenza?" chiedevano. "Qualora si verificasse un mancato rispetto della deontologia professionale, il Consiglio di Stato intende prendere provvedimenti a carico del funzionario in questione? Se del caso, quali?"

Il Consiglio di Stato ha ora fornito le sue risposte agli interroganti, spiegando loro che "Leoni si era scusato con i vertici della FCTI immediatamente dopo aver ricevuto l’invito, diverse settimane prima dell’assemblea, avendo programmato per quel periodo alcuni giorni di vacanza." Solo che, "per un disguido", tale comunicazione non era giunta a Zali, "che durante l'assemblea non ha nascosto una certa sorpresa", scrive il Governo.

Detto ciò, il Governo afferma che "uno dei compiti dell’Ufficio caccia e pesca è quello di una corretta gestione della fauna presente sul nostro territorio, sulla quale l’attività venatoria ha un influsso importante ma non esclusivo." Spetta quindi all'ufficio ponderare se partecipare o meno ai vari eventi dei cacciatori.

Il Governo ricorda altresì che all'assemblea del 9 maggio hanno partecipato il Direttore del Dipartimento del territorio, il Direttore della Divisione dell’ambiente, il Capo degli agenti guardiacaccia e pesca dell’UCP, il responsabile del Gruppo di lavoro ungulati ed un rappresentante della Sezione forestale: "Senza nulla togliere alla figura del Capo Ufficio caccia e pesca, tale qualificata partecipazione dimostra l’attenzione che l’autorità cantonale presta agli ambienti venatori".

Leoni "è in regolare contatto con le associazioni che rappresentano i praticanti delle attività legate al proprio ambito lavorativo", scrive il Governo. E quando era stato presente alle assemblee dei cacciatori, "non aveva comunque avuto modo di replicare alle critiche rivolte al suo operato, ritenuto che quella non fosse la sede opportuna per avviare un dibattito."

Alla luce di quanto esposto, "malgrado l’ampio risalto mediatico dato alla questione" il Governo ritiene che la mancata partecipazione del Capo Ufficio all’assemblea federativa vada quindi "decisamente ridimensionata."

"Anzi" conclude il Consiglio di Stato, "il fatto che le cronache dei lavori si siano quasi esclusivamente concentrate su questo episodio sottintende l’assenza di problemi di merito o di divergenze importanti nella gestione dell’attività venatoria nel suo complesso."

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