
Ripensare al modello delle cure infermieristiche all’interno dell’EOC per "essere più conformi e vicini ai bisogni concreti del Ticino". È una delle novità presentate ieri in occasione della Terza giornata dell'Innovazione della ricerca infermieristica, tenutasi a al Campus Usi-Supsi di Viganello. Il tutto "coinvolgendo anche i pazienti perché sono loro gli esperti della propria salute e delle proprie malattie". Un progetto che ha preso avvio a settembre dello scorso anno e che verrà realizzato entro l'estate. "Abbiamo dei modelli di cura all'interno delle università che ci formano e guidano nella pratica professionale", ha spiegato a Ticinonews Angela Tolotti, responsabile della ricerca infermieristica presso l'Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (Iosi). "Ma a volte succede che gli infermieri hanno difficoltà nella pratica clinica perché spesso le teorie vengono elaborate in altri contesti culturali e professionali, ed è quindi difficile riconoscersi in quei modelli e poterli utilizzare".
Il progetto
L'idea, ha continuato Tolotti, "è di estendere il progetto a tutto il Cantone". Un lavoro "in cui gli infermieri, insieme ai pazienti, discuteranno del proprio ruolo, dei propri obiettivi, ma anche di come i pazienti vogliono essere coinvolti nel processo di cura e di quali sono le loro aspettative". Un nuovo modello studiato tra le mura degli ospedali che vuole entrare nelle università e diventare il nuovo modus operandi di chi lavora in ambito sanitario. "Stiamo discutendo con la Supsi, in seguito ci saranno dei momento in cui presenteremo il progetto. L'aspettative è che venga presentato ai nuovi infermieri in modo che possano essere formati anche sulla base di questo documento".

