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Sanità
L'EOC ripensa al polo ospedaliero luganese
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Ginevra Benzi
4 anni fa
L’EOC punta forte su Lugano e ha presentato il progetto di rinnovamento e ammodernamento del polo ospedaliero luganese. L’investimento è di 200 milioni di franchi in 10 anni.

Civico, Cardiocentro e Italiano. Sono queste le tre strutture ospedaliere su cui l’EOC ha deciso di scoprire le carte e presentare il piano di investimenti sul polo luganese, il cui costo è di 200 milioni di franchi per 10 anni. Lo comunica l’EOC, spiegando che si tratta di un progetto ambizioso di rinnovamento e ammodernamento delle strutture ospedaliere, con l’obiettivo di garantire cure di qualità  e prestazioni di assoluta avanguardia, anche nei prossimi decenni.

Un impegno prioritario

A più riprese, i vertici dell’Ente avevano assicurato che il polo sanitario pubblico luganese era, e resta tuttora, una priorità. Questo indipendentemente dall’abbandono del programma originale di intervento, concentrato sulla “piastra” dell’Ospedale Civico. Fino ad ora era però mancata la concreta indicazione di un progetto alternativo, con impegni, obiettivi, tempi e investimenti necessari. Ma ora, quel progetto, c’è ed è articolato, ambizioso, coerente e con una precisa strategia di sviluppo. Per quanto riguarda il piano di interventi elaborato dalla Direzione dell’Ospedale Regionale di Lugano, ora ufficializzato dalla Direzione generale EOC, questo riguarda l’intero polo sanitario pubblico luganese, quindi anche l’Ospedale Italiano e l’Istituto Cardiocentro Ticino. Su quest’ultimo, il già programmato ampliamento non può evidentemente prescindere, anche per ragioni di contiguità fisica, da un confronto sinergico con i servizi e gli spazi del Civico.

“Avremo spazi di accoglienza e di passaggio più accoglienti, ampi e fruibili”

“Per quanto valido – dichiara Glauco Martinetti, Direttore Generale EOC – il progetto originario di intervento sull’Ospedale Civico si concentrava sulle infrastrutture mediche e i servizi ubicati a livello del suolo, trascurando o posponendo interventi sulla torre che invece paiono prioritari. Non dimentichiamo che abbiamo a che fare con un ospedale costruito negli anni Settanta: è evidente a tutti che c’è bisogno di intervenire, oltre che nella cosiddetta piastra, anche nei reparti degenza, ammodernando le camere, i servizi, gli spazi comuni, la hall di ingresso… È indispensabile rinnovare gli spazi rendendoli più confacenti ai tempi e agli standard attuali, alle esigenze di oggi e di domani, alle aspettative dei nostri pazienti e dei nostri collaboratori. Per la degenza, assicureremo camere confortevoli, singole e doppie, tutte dotate di servizi. Avremo spazi di accoglienza e di passaggio più accoglienti, ampi e fruibili”.

“Ad approfittarne sarà in primis la popolazione”

“Un prospettato miglioramento e rafforzamento dell’intero polo sanitario luganese che andrà a beneficio di tutti – commenta dal canto suo Paolo Bianchi, Direttore della Divisione della salute pubblica del DSS, a nome del Consigliere di Stato De Rosa purtroppo assente a causa di un infortunio –. Ad approfittarne sarà in primis la popolazione, che potrà contare su strutture all’avanguardia e capaci di stare al passo con la rapidissima evoluzione della medicina e delle cure offerte, rafforzandone la qualità. Ma questi investimenti andranno a favore anche dei collaboratori, perché renderanno le strutture dell’Ente un luogo di lavoro ancora più attrattivo, accogliente e orientato al futuro”.

Civico

Molti i cambiamenti programmati, con l’obiettivo comune di avere di qui a dieci anni un Ospedale Civico più efficiente e funzionale. “Oltre a un deciso restyling della torre – precisa il Direttore dell’Ospedale Regionale di Lugano Emanuele Dati – verrà data una risposta adeguata alle esigenze di aggiornamento che ci consentiranno di stare al passo con gli sviluppi della medicina anche nei prossimi decenni: nuove sale operatorie e ampliamento di tutto il blocco operatorio, ampliamento del Pronto Soccorso, del reparto di cure intensive, delle sale parto che saranno direttamente collegate al reparto di maternità e ostetricia. Procederemo inoltre con la ristrutturazione dell’autosilo, la quale prevede un nuovo e diretto collegamento con l’ospedale”.

Cardiocentro

Per quanto riguarda la sopraelevazione del Cardiocentro, i lavori preparatori sono avviati da tempo, ma ora si passa a una fase più visibile. “Importanti lavori di cantiere – conferma Massimo Manserra, Direttore dell’Istituto Cardiocentro Ticino – sono ufficialmente partiti lunedì 24 ottobre. L’intervento durerà due anni e comporterà un investimento finanziario di circa 30 milioni di franchi. Il tutto in un quadro di costante sinergia con l’Ospedale Civico, ulteriormente sottolineata da un nuovo collegamento fisico al primo piano”.

Italiano

Ultimo ma non ultimo c’è l’Ospedale Italiano, al quale il piano destina cospicui investimenti per il quadriennio 2023-2026, con interventi che riguarderanno diverse aree della struttura trasformandola sempre di più nell’ospedale di prossimità per i luganesi con un’offerta ambulatoriale rilevante e completa. Senza dimenticare che la vicinanza con l’Università renderà sempre di più l’Ospedale Italiano un naturale punto di riferimento per la Facoltà di scienze biomediche.

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