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Ticino
L'EOC presenta il "suo" Cardiocentro
L'EOC presenta il "suo" Cardiocentro
L'EOC presenta il "suo" Cardiocentro
Redazione
8 anni fa
L'Ente Ospedaliero: "Ingloberemo il Cardio, ecco il nostro progetto"

L’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) dopo un anno e più di trattative, di tira e molla, ha deciso di passare ai fatti. Come riporta il Caffè lo scorso lunedì, il 21 gennaio, ha scritto alla Fondazione privata che dal 1995 gestisce il Cardiocentro per chiedere di ritornare al tavolo e mettere a punto le modalità del "passaggio" che, volente o nolente, il Cardiocentro dovrà accettare. Indipendentemente dall’Iniziativa lanciata dal Cardiocentro lo scorso autunno e con un ottimo successo di adesione. Ma il voto, dato il lungo iter politico, non può essere previsto nemmeno tra un anno.

Torniamo ai contenuti della lettera firmata dal presidente e dal vicepresidente dell’Eoc, Paolo Sanvido e Edy Dell’Ambrogio. Al più tardi entro il 22 dicembre 2020 la Fondazione Cardiocentro dovrà essere sciolta (come previsto dagli statuti) e tutto il patrimonio passare all’Ente ospedaliero (cosa anche questa prevista dagli statuti e dall’atto di fondazione firmato nel 1995 dal medico germanico Eduard Zwick che donò una trentina di milioni per la creazione della struttura sanitaria luganese). L’Ente ospedaliero chiede al Cardiocentro di riprendere le discussioni entro la fine di febbraio e ha inviato la lettera per conoscenza anche al governo e all’Autorità di vigilanza sulle fondazioni. Ma non si tratta di una semplice lettera di "invito". Per la prima volta mette nero su bianco e soprattutto nel dettaglio qual è il proprio progetto per il Cardiocentro all’interno dell’Ente e qual è l’organigramma previsto e proposto. Inoltre l’Eoc dà al personale del Cardiocentro esaurienti risposte sul futuro. Entra nel dettaglio dei contratti che saranno stipulati. E potranno essere sottoscritti, si specifica nella lettera, già a partire dalla prossima primavera.Come detto nei mesi scorsi, come era trapelato dagli incontri tra le delegazioni soprattutto medico-scientifiche dell’Ente e del Cardio, il progetto era quello di creare un istituto specializzato. Cuore-vasi e polmoni. D’un tratto, poco più di un anno fa, il Cardiocentro abbandonò il tavolo. Il problema non era l’autonomia clinica, gestionale e amministrativa. Ma quella finanziaria. Il Cardio non accettava, e tuttora sembra non accettare, il modello proposto dal Cardiocentro. Un modello ripreso da ciò che già esiste all’interno dell’Ente e che funziona da anni. Quello dell’Istituto oncologico, quello del Neurocentro, dell’Istituto pediatrico, Istituto di scienze farmacologiche e da quest’anno quello detto "Imaging", ovvero tutto ciò che attiene alla radiologia. Paolo Sanvido e Edy Dell’Ambrogio nella lettera dei giorni scorsi spiegano che "alla luce del poco tempo a disposizione per condurre in porto il trasferimento è opportuno fissare delle scadenze ravvicinate per giungere ad una soluzione in tempi brevi e togliere incertezza ai dipendenti". E allora…Ecco l’organigramma previsto dall’Ente ospedaliero. L’organizzazione attuale del Cardiocentro, si spiega nella lettera, può essere facilmente ripresa nell’Eoc nella configurazione, appunto, dell’Istituto. Di che si tratta? "L’Istituto è un’entità di gestione operativa che dispone di un’ampia autonomia clinica, scientifica, gestionale e finanziaria nel rispetto del bilancio approvato dal Consiglio di amministrazione dell’Eoc. Inoltre, con l’avvio della nuova Facoltà di biomedicina dell’Università della Svizzera italiana, l’Istituto Eoc permette un ideale aggancio a tutto l’ambito dedicato alla formazione universitaria e alla ricerca".

Sanvido e Dell’Ambrogio spiegano accuratamente qual è la differenza fra istituti e ospedali Eoc. "Gli istituti operano trasversalmente e non solo localmente". Vale a dire che un Istituto è al servizio di tutte le strutture ospedaliere presenti in Ticino. In una parola, o in uno slogan, il cosiddetto ospedale multisito dell’Ente ospedaliero cantonale. In questo modo, si ricorda, si riuscirà sempre più a perseguire e concretizzare il progetto di un "ospedale cantonale di valenza nazionale e universitaria".

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Caffè

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